Dai viali alberati ai marciapiedi, le idee di Legambiente

Riprende il percorso del Piano di Governo del Territorio e anche l'associazione propone all'Amministrazione Comunale una serie di punti qualificanti, per la tutela dell'ambiente, ma anche della qualità di vita

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che Legambiente Gallarate ha indirizzato all’amministrazione comunale di centrosinistra

E’ ora di invertire tendenza: Gallarate ha bisogno di curare l’ambiente e la qualità della vita

Premessa

Tantissimi gallaratesi (e non solo quelli che hanno scelto la nuova Amministrazione) si aspettano dalla nuova Giunta un approccio diverso e nuove azioni per quanto riguarda le tematiche della tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente, con il preciso scopo di fermare il consumo dei territori e favorire e consolidare il livello di qualità della vita.
Siamo venuti a conoscenza, dopo i primi 100 giorni di governo cittadino, delle difficili condizioni in cui la nuova Amministrazione Comunale è costretta ad operare a causa delle difficoltà generali del bilancio comunale accumulate dalla pesante eredità della vecchia amministrazione.

Sappiamo quindi che per operare occorrono risorse economiche.
Tuttavia pensiamo che certe azioni, certi comportamenti, certi esempi possano anche richiedere interventi non esageratamente costosi e alo stesso tempo contribuire alla crescita di una nuova mentalità, che consideri soprattutto la qualità della vita come uno degli obiettivi principali per la crescita di una città.

In questa prima fase (proprio per le considerazioni sullo stato della macchina amministrativa di cui si è detto) riteniamo importante evidenziare una serie di proposte/richieste (supportate peraltro dalla disponibilità da parte nostra a dare una mano) per affrontare (urgentemente) alcuni problemi e soprattutto trovare soluzioni operative.

Rimandiamo per ora discorsi di più ampia portata che richiedono peraltro tempistiche più lunghe: ci riferiamo, ad esempio, alla revisione del PGT, che l’Amministrazione uscente ha voluto approvare definitivamente, nonostante l’esito del primo turno elettorale.
Così pure evidente che richiedano tempistiche altrettanto lunghe le problematiche collegate all’inquinamento dell’aria, all’inquinamento sonoro, allo stress causato dal traffico… ecc., tematiche queste collegate o causate alla presenza e alla previsione di grandi infrastrutture (Malpensa, nuove reti stradali e ferroviarie….).

Riassumendo vogliamo limitarci a stilare un primo breve elenco di cose da fare (e che ci sembrano pure realizzabili):

1) Educazione ambientale
Riteniamo che sia fondamentale costituire nuove forme di educazione che oltre a migliorare la qualità della vita, arrivino ad incidere sui comportamenti e sullo stile di vita personale e collettivo.
Prioritario è il coinvolgimento del sistema scolastico educativo.
Abbiamo per questo apprezzato un primo segnale dato dalla nuova amministrazione che non solo ha dato il patrocinio, ma ha pure organizzato, con successo, la partecipazione delle scuole all’evento di “Puliamo il mondo” in data 23.09.2011.

L’iniziativa non ha avuto lo scopo di rimuovere i rifiuti presenti in città (lavoro questo che deve essere fatto dall’azienda municipale) ma di inculcare nella nuova generazione l’importanza di un corretto concetto di raccolta e smaltimento dei rifiuti, di cambiamento di stile di vita, attraverso la riduzione dei rifiuti, degli sprechi, e la valorizzazione del riuso e del riciclo di tutti i beni materiali.
Ahimè quanto deleteria è stata l’accettazione supina dello slogan comportamentale “usa e getta”.

Tener pulita la città riguarda non solo raccogliere sempre e correttamente i rifiuti casalinghi, ma anche mantener pulite le strade, i marciapiedi, le aree verdi, considerando tutte le aree pubbliche come se fossero casa nostra.
Dice un proverbio cinese “tieni pulito davanti a casa tua e tutta la città sarà pulita”.

2) Valorizzazione delle aree verdi e interventi migliorativi delle condizioni di ciclabilità cittadina
Gallarate possiede pochi parchi pubblici di una certa consistenza (parco Bassetti, parco di viale Milano, parco Arcobaleno, ecc.) e contestualmente esistono molte aree verdi, di piccole e medie dimensioni (di proprietà e/o disponibilità pubblica) che non sono tuttavia utilizzate e godute come meriterebbe che lo fossero.

Ci sono poi, fortunatamente, altre aree verdi, di grandi estensioni, che devono essere assolutamente mantenute tali: parliamo del sistema Boschina – Monte Diviso – Fontanili, dell’area verde verso Cavaria e Cassano, che ha come fulcro i cosiddetti Vasconi di accumulo e salvaguardia delle Piene del torrente Arno, della vasta brughiera e dei boschi a cavallo, (in particolare a sud) della superstrada della Malpensa (S.S. 336).
Zone, tutte che peraltro si sono potute salvare per merito della presenza di vincoli imposti dal Parco Ticino.

Ebbene tutte queste aree andrebbero riunite in un unico sistema verde (a cominciare dai piccoli appezzamenti cittadini) mediante un sistema di collegamenti ciclo pedonali.

Da qui la necessità di avere un piano (e poi dei progetti esecutivi) che individuino con precisione i tracciati e la possibilità di realizzare detti collegamenti non necessariamente da realizzare separatamente dai tracciati stradali.
Vale a dire che, talvolta, laddove non sono possibili soluzioni esaustive, può essere accettabile limitarsi ad utilizzare parte della sede stradale.

Urgente è la necessità di avviare un progetto di piste ciclabili nell’ottica del collegamento centro-rioni: è possibile partire subito con interventi veloci e di minima spesa, dato che spesso è sufficiente porre segnaletica orizzontale/cordoli protettivi oppure condivisione di marciapiedi larghi (asse via Varese/Pegoraro/Ronchetti, Via Torino, Viale Milano, Corso Sempione, connessione tra i “monconi” ciclabili di via Carlo Noè…). Si deve rendere Gallarate una città sicura per chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto anche al fine di convincere i concittadini a lasciare a casa l’auto per i brevi spostamenti.

Il PGT, come abbiamo del resto evidenziato in sede di osservazioni (respinte) riporta, per quanto riguarda i tracciati ciclo-pedonali, previsioni generiche, del tutto incomplete ed insufficienti.
In particolare manca una rappresentazione dei tracciati a scala grafica adeguata: infatti, non solo è necessario individuare esattamente le vie dove realizzare i tracciati, ma possibilmente indicare anche la loro posizione rispetto alla carreggiata stradale, allo scopo di verificarne l’effettiva possibilità esecutiva.

Per fare questo non occorre cambiare il PGT: basta passare ad un approfondimento delle indicazioni previste nella cartografia finora prodotta (allo stato, molto generiche) arrivando ad un livello di rappresentazione grafica adeguata (scala almeno 1:2.000).
Il tutto senza dimenticare i collegamenti con il sistema di ciclabili esterne a Gallarate (primo fra tutte quello con il Parco Ticino, e poi verso Busto, Solbiate, Olgiate, ed il fiume Olona neppur troppo distante …).

3) Istituzione di isole ambientali
E’ utile istituire, in zone residenziali, le isole ambientali a velocità massima 30 km/h con benefici certi in termini di inquinamento dell’aria, acustico e della sicurezza stradale; se necessario con l’istallazione di dossi o altri dissuasori di velocità. È una soluzione di successo già collaudata in molte realtà cittadine nazionali ed europee.

4) Estensione della ZTL del centro
È opportuno completare la pedonalizzazione del centro storico: da via cavour a piazza garibaldi, da via mazzini a via trombini. Va riservato a pedoni e ciclisti, valorizzando gli spazi occupati dalle auto con verde e panchine (ad esempio di piazza garibaldi, ora adibita esclusivamente a parcheggio): considerando la disponibilità ampia di posti auto nei silos vicini, non è un grosso problema rimuovere i parcheggi in tali zone.

5) Riorganizzazione del trasporto pubblico
Occorre iniziare un ripensamento del trasporto pubblico urbano, concependolo non più in ambito solo cittadino ma sovra-comunale, in una rete che comprenda collegamenti efficienti con i comuni vicini e i centri commerciali. Si potrebbero mantenere le attuali tratte interne prolungandole oltre i confini cittadini, in collaborazione con i comuni limitrofi e la Provincia: serve un trasporto coordinato, efficiente e capillare che abbia come riferimento l’intera provincia sud di varese (il servizio attuale è largamente insufficiente sia come copertura sia come coordinazione e frequenza). È una zona densamente popolata e per sconfiggere il traffico è necessario un piano sovracomunale se non provinciale: la giunta può prendere l’iniziativa a questo scopo.

6)Valorizzazione del torrente Arno.
Gallarate è l’unica città del Varesotto (se si esclude Sesto C. dove peraltro il Fiume Ticino fa da confine col Piemonte) che vanta la presenza di un corso d’acqua che attraversa tutto il centro cittadino: il Torrente Arno.

Accantonata (speriamo definitivamente) l’ipotesi della copertura del torrente è arrivato il momento di valorizzarne il tracciato, anche perché, negli ultimi anni, la qualità dell’acqua è decisamente migliorata.
Resta da risolvere invece il problema della portata, ridotta, talvolta, al limite dall’aridità nei periodi di siccità).

Esistono dei progetti/concorso di idee, dimenticati nei cassetti dalle vecchie amministrazioni comunali (fra cui anche uno redatto da Legambiente) che prevedono per l’appunto la valorizzazione del corso d’acqua all’interno della città.
È ora di toglierli dalla polvere e passare alla fase esecutiva.

Non dimentichiamo poi che il torrente Arno, in Gallarate, è collegato con i cosiddetti “Vasconi di controllo delle Piene”.
Il progetto di valorizzazione del torrente Arno dovrebbe includere anche tali aree (peraltro molto vaste) che sicuramente hanno un alto potenziale e valore, non solo sotto l’aspetto idraulico, ma anche ambientale.
Si tratta infatti di una zona a verde (e vincolata a verde) laddove è tuttora ammessa la possibilità di esercitare attività di coltivazioni, ad esempio nella fascia di esondazione eccezionale.
L’area che interessa le vasche di laminazione ha una superficie che supera 350.000 mq.

Un grande parco a nord-ovest di Gallarate, cui aggiungere quello a nord-est, verso Cassano, nella zona delle vasche di laminazione del torrente Arno e quello a sud, verso Busto, della SS336: tutti collegati da un sistema ciclo-pedonale.

Non è un’utopia né una cosa impossibile da realizzare.

Infatti la materia prima c’è già: sono le grandi aree verdi esistenti che finora si sono mantenute tali e di cui ad ogni costo va preservata l’esistenza evitandone la cementificazione (pericolo che è sempre in agguato).

7) Valorizzazione del torrente Sorgiorile
Anche la presenza del torrente Sorgiorile rappresenta un caso unico per la provincia di Varese.
La sua origine deriva infatti dalla captazione di acque sotterranee mediante opere di presa cosiddette “Fontanili”. Sono originati in territorio di Besnate, dove per l’appunto i fontanili costituiscono una naturale risorgiva che è sempre stara sfruttata ad uso agricolo e produttivo (ne è testimonianza la presenza dei resti – peraltro ben conservati – di un mulino al confine di Cajello con Besnate).

Si tratta infatti di un corso d’acqua che ha sempre avuto e ancora potrebbe avere un regime idraulico perenne.
Oltre all’abbandono delle pratiche agricole il colpo di grazia al regime idraulico del torrente Sorgiorile è stato dato negli anni ’90 dalla costruzione della barriera autostradale (oltre la beffa il danno) che ha sconvolto il flusso sotterraneo delle risorse idriche, così che i periodi di asciutta sono ricorrenti.

Il fontanile (torrente) Sorgiorile attraversa i centri abitati di Cajello e Cascinetta prima di immettersi nel torrente Arno all’altezza di via Venegoni (in prossimità del campo sportivo).
Il Sorgiorile, nella situazione attuale, costituisce perlopiù un problema specie in occasione delle piene, anche per lo stato di abbandono in cui versa.
La sua pulizia, il recupero del suo tracciato e delle testimonianze storiche (magari affiancandogli un percorso ciclo pedonale che consenta di risalire il corso fino ad arrivare all’area dei fontanili di Besnate, dove esiste una zona di particolare tutela del Parco Ticino affidata alla gestione del WWF) consentirebbe di trasformare il Sorgiorile da problema in risorsa.
Recentemente si è costituito un Comitato spontaneo di cittadini, denominato “Amici del Sorgiorile” (al quale Legambiente ha dato la propria disponibilità e collaborazione) che potrebbe fornire all’amministrazione comunale una notevole dose di passione (e disponibilità anche di tempo) per realizzare, ma soprattutto mantenere, le opere che si potrebbero realizzare.

Peraltro il sistema naturalistico del Sorgiorile/Fontanili, non risulta fine a sé stesso, ma si inquadra in un contesto di maggior valore ed importanza ambientale, essendo contiguo alla zona del Monte Diviso, a sua volta ricongiungibile (superando la “divisione” costituita dall’autostrada Gallarate – Sesto) con l’area della Boschina di Crenna.

8) Alberature delle vie cittadine.
Il verde cittadino, oltre ai parchi è costituito anche dalle alberature, nonchè dalle aiuole stradali.
Legambiente propone una alberatura sistematica in fregio alle sedi viarie (spartitraffico centrale, aiuole, marciapiedi, …).
Questa ipotesi dovrebbe costituire un punto fermo nei piani di manutenzione e potenziamento del verde pubblico.

Per questo l’importo dell’appalto comunale destinato alla manutenzione del verde non deve diminuire (nonostante la grave crisi dei fondi comunali) semmai deve aumentare.

Fra gli interventi di manutenzione urgenti (e peraltro non eccessivamente onerosi) evidenziamo l’importanza di procedere alla rimessa in pristino e/o al completamento (laddove mancanti) delle alberature lungo le grandi arterie cittadine, quali ad esempio:
La via Carlo Noè
La Tangenziale sud (Arnate – Madonna in Campagna)
Viale Lombardia (Cedrate – Sciarè)
Via Torino (Arnate)
Sono tutti viali alberati dove, di tanto in tanto, qualche albero viene eliminato e non sostituito o perché da fastidio ad un nuovo condomino, a qualche distributore di benzina, o per recuperare qualche parcheggio o posto auto……: oltre al depauperamento delle essenze arboree siamo in presenza anche di un danno all’estetica ed al paesaggio, con il rischio che i viali alberati si trasformino in alberature isolate e nei casi peggiori si arrivi alla scomparsa degli alberi (ricordiamo l’esempio di C.Sempione vicino a Largo Togliatti)

Riteniamo anche in questo caso che si debba dare un segnale di cambiamento.
L’intervento di ripiantumazione deve essere rapido: (non richiede una cifra esageratamente costosa e potrebbe essere inserito nell’appalto della manutenzione del verde) la stagione favorevole è quella autunnale che ormai è qui.
Potrebbe essere il modo migliore in vista di un recupero e di una rivitalizzazione della “Festa dell’albero”, ciò che potrebbe costituire un elemento di quell’educazione ambientale di cui si è parlato in precedenza.
9) Tutela delle testimonianze storiche.
Sempre in occasione delle osservazioni al PGT Legambiente, dopo aver lanciato una campagna aperta ai suggerimenti dei cittadini (che avevano favorevolmente risposto fornendo diverse segnalazioni) ha redatto un elenco di edifici meritevoli di tutela e conservazione.
Sembrerebbe che tale richiesta sia stata recepita nel PGT.
Tuttavia permane il rischio che a fronte di affermazioni di principio, le Normative e i Regolamenti allegati al P.G.T. consentano ancora la demolizione degli edifici che sono stati o si vorrebbero valorizzare.
Né è un esempio l’abbattimento di un edificio industriale (ex Officine Ferroviarie) che pur essendo stato segnalato è stato abbattuto proprio nel mese di luglio (le motivazioni sono sempre le stesse: si tratta di edifici pericolanti, a rischio incolumità, non resta che abbatterlo).
Del resto questa procedura è da tempo ben consolidata ed applicata: viene fatta anche in occasione dell’abbattimento di alberi, specie di quelli più maestosi.

Noi vorremmo che una volta per tutte siano vigenti validi strumenti per la salvaguardia di ciò che rappresenta la testimonianza e la documentazione storica della città.

10) Superamento della barriere architettoniche.
Sempre per stare in tema di qualità della vita riteniamo che un problema fondamentale sia quello del superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici aperti al pubblico (quali teatri, uffici, ecc.) ma anche lungo i percorsi stradali (marciapiedi).

E’ sotto gli occhi di tutti la grave situazione dei marciapiedi anche all’interno dei centri storici (compresi quelli dei quartieri periferici) dove è praticamente impossibile condurre agevolmente, ad esempio, una carrozzina o un passeggino, senza incontrare ostacoli.
Occorre pertanto che non solo in occasione di rifacimenti e/o sistemazioni dei marciapiedi, ma anche attraverso la redazione di specifici progetti, impostando un programmi a medio-lungo termine, si proceda all’eliminazione sistematica delle barriere ed all’esecuzione di “scivoli” all’altezza delle strisce pedonali e degli attraversamenti stradali.

Ottobre 2011 

Legambiente Gallarate

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2011
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