Il nostro tempo è quello del “Big Bang”

"Siamo partiti da Varese pieni di curiosità, siamo tornati ancora più curiosi e motivati: tre varesini raccontano la loro "Leolpola", la tre giorni organizzata da Matteo renzi

Vi proponiamo la riflessioni di tre varesini – Roberto Adamoli, Federico Antognazza e Pietro Resteghini – che hanno partecipato a Big Bang Leopolda organizzato da Matteo Renzi a Firenze.

“Ma ti candidi??” “Io candido le idee al posto delle persone”. Detto con un accento fiorentino, vi assicuriamo che viene benissimo. Questo era il leit-motiv fuori dalla Leopolda, perché dentro la Leopolda in pochi si sono posti questa domanda, dentro la Leopolda in realtà è successo altro. Al centro c’erano le tante storie, le tante idee, presentate da imprenditori, insegnanti, ricercatori, sindaci (soprattutto di comuni piccoli) intervallate da interventi di pochi "politici di professione" quali Parisi, Chiamparino, Realacci, Delrio. Proposte, ricette, soluzioni (alcune fantasiose altre pragmatiche) da parte di ipotetici presidenti del consiglio per 5 minuti. Questa la cifra della Leopolda e la principale differenza con le classiche e stantie conferenze di partito.

Siamo partiti da Varese pieni di curiosità, siamo tornati ancora più curiosi e motivati per quello che andremo a costruire insieme da qui in avanti. Il racconto che è uscito da questa tre giorni fiorentina è quello di un’Italia generosa, che non si sente rappresentata da questa politica e che chiede di avere voce nella costruzione di un nuovo progetto, di un nuovo sogno collettivo per il paese. Non sterili polemiche, dunque, ma energia, ritmo e futuro. I temi più gettonati: impresa, green economy, nuovo welfare, innovazione, internet.

Nell’atteso intervento conclusivo, Matteo Renzi ha fatto sintesi lanciando la sfida di un centrosinistra coraggioso, capace di parlare al paese tutto e di superare alcuni tabù sui temi, per esempio, del mercato del lavoro e delle pensioni. Ha indirizzato un upgrade delle categorie e del vocabolario di un PD che deve esser fatto da "pionieri e non da reduci". Una scossa. Una scossa positiva per un partito che appare troppo ingessato e che oggi è chiamato a raccogliere e valorizzare le energie provenienti dal Big Bang e a non avere paura del confronto delle idee che sono emerse anche dalle altre iniziative di questi giorni.

La candidatura quindi non c’è stata. Sarebbe stata una mossa per i giornali, ma non per il partito. Non c’è stato quindi lo strappo ma una vena propositiva forte e dinamica.
La Leopolda, dopo aver lanciato lo scorso anno la politica 2.0, lancia quest’anno il Wiki PD. 100 idee a disposizione di tutti, che tutti dovremmo contribuire ad arricchire e rendere comprensibili. Anche qui sta la diversità del centrosinistra della Leopolda rispetto al centrodestra, diversità che si sintetizza nello slogan “renziano” del “tocca a te” in netta contrapposizione al “ghe pensi mi” di berlusconiana memoria. Un centrosinistra che dovrà essere polo attrattore d’idee e di persone, una politica che attrae e non delega.

A noi non interessa la figura di Renzi candidato, Renzi rottamatore o Renzi leader del PD. A noi interessa Matteo, come interessano Pierluigi, Rosy, Pippo, Enrico, Marco, Alessandro, Stefan. Usciti dalla Leopolda 2.0 a noi interessano quelli che si impegnano nel e per il PD, che non lo fossilizzano, ma lo mobilitano, che non litigano ma propongono soluzioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2011
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