Luciana Castellina e la passione di cambiare il mondo

Mercoledì 12 ottobre doppio incontro con la fondatrice del "Manifesto" che presenterà il suo nuovo libro (finalista del Premio Strega) " La scoperta del mondo". «A me, innanzitutto, il PCI ha evitato di restare stupida, come sarei stata se non fossi uscita dal mio ghetto di provenienza»

Luciana Castellina, militante comunista dal 1947 e poi tra i fondatori del «manifesto» nel 1969, racconta in questo libro la sua vita tra i quattordici e i diciotto anni. Il passaggio dall’adolescenza alla gioventù, alla piena consapevolezza di sé, si compie per Luciana, tra il 1943 ed il 1947. Anni cruciali per la sua personale storia individuale e la grande storia collettiva di un Paese che, dopo vent’anni di fascismo e una guerra devastante e distruttiva, devono ritrovare una loro collocazione nel mondo. È questo lo straordinario valore del racconto autobiografico: la scoperta, progressiva e non semplice (per la zavorra dell’educazione fascista da cui dovrà liberarsi e per l’estrazione borghese con cui dovrà fare i conti), della dimensione sociale e collettiva in cui solo può pensarsi e dotarsi di senso la nostra esistenza individuale. Questa scoperta sarà possibile grazie all’incontro con l’organizzazione comunista. I comunisti, tra il 1946 ed il 1947, rappresenteranno per la studentessa del liceo «Tasso» di Roma l’occasione per spalancare una finestra sul mondo, dopo l’isolamento culturale prodotto dal fascismo: «La pietà – scrive nel febbraio del 1946 – che comincio a sentire per il mio prossimo più lontano dal mio ghetto sociale, per i senza privilegi, gli sfollati, i disoccupati, i reduci, i martiri, mi ridà una dimensione collettiva, solidale». Questo libro, infatti, prende le mosse dal diario che la ragazza di allora aveva iniziato a registrare, proprio in occasione di un avvenimento che la tocca sul piano individuale ma che, nello stesso tempo, si incastona in una vicenda più grande e più tragica. È il 25 luglio del 1943 quando a Riccione, intorno alle sette di sera, la sua compagna di tennis, Anna Maria, viene prelevata da una guardia in borghese e portata via.
Anna Maria è la figlia di Benito Mussolini, compagna di classe della Castellina dalle elementari alle medie. Le vecchie pagine di diario si susseguono alternate dalle riflessioni e dalle digressioni della Luciana Castellina di oggi, che ripensa alla sua storia criticamente, sempre interpretandola alla luce della più grande storia collettiva.
Leggendo il libro, si resta affascinati dalla freschezza della sua famiglia di origine, certamente borghese, ma decisamente anticonvenzionale, per la pluralità di radici e l’originalità di certe figure (innanzitutto quella bellissima della madre); dalla libertà che una ragazza poco più che adolescente riesce a conquistarsi negli anni del dopoguerra; dagli incontri e dalle frequentazioni che si dispiegano per tutta Europa; dallo slancio ideale che spinse la gioventù europea a partecipare alla costruzione di una nuova ferrovia nella Jugoslavia martoriata. Ma si resta affascinati anche dalle descrizioni “dall’interno” della grande chiesa comunista, della sua macchina organizzativa, della cultura cattolica che impregnava in profondità il Partito («Una volta iscritta al PCI – scrive ancora l’Autrice –, dovetti constatare che una delle eroine della FGCI era Maria Goretti»). Un partito che, soprattutto dopo il 1948, rappresentò il «codice morale» per i suoi militanti.
I tempi, si dice banalmente, sono cambiati. Oggi le organizzazioni politiche di massa sembrano svaporate (inevitabile conclusione di una forma che si voleva liquida) oppure camuffate in circoli privati, in club riservati. Per questo si prova un po’ di invidia per una donna che, interrogandosi in conclusione sulla ragione della propria scelta comunista, può rispondere di aver avuto in quel modo l’occasione «di non guardare più al mio ombelico»: «A me, innanzitutto, il PCI ha evitato di restare stupida, come sarei stata se non fossi uscita dal mio ghetto di provenienza, se non avessi avuto la possibilità di condividere con i miei compagni “diversi” la passione più bella: quella di cercare di cambiare il mondo».
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Luciana Castellina
La scoperta del mondo
Roma, Nottetempo, 2001
pp. 297, euro 16,50

Mercoledì 12 ottobre doppio incontro con Luciana Castellina, per presentare il suon nuovo libro: alle 17 e 30 la scrittrice sarà alla Libreria Croci per un "aperitivo con l’autore" , presenta l’incontro Andrea Ganugi (Arci Varese). Alle 21 al Salone Claudio Macchi della Copuf (via De Cristoforis) modera la serata Giulio Rossini (Arci Varese).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2011
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