Opposizione attacca il sindaco: “Per anni non ha pagato la tassa sui rifiuti”.

Le liste di minoranza hanno abbandonato il consiglio comunale. Giacon ammette e contrattacca: «Ho sbagliato in buona fede, mi scuso e ho saldato subito il debito. Ora però chiederò io conto di certe cose»

Laveno Mombello è in subbuglio per la tassa sui rifiuti solidi urbani. Non però come accade nel resto d’Italia, dove di solito si parla di questo argomento solo quando c’è un aumento di tariffa: in riva al Verbano la questione è più complessa e tira in ballo le minoranze consiliari e il sindaco Graziella Giacon (foto a lato).
Già, perché i due gruppi che siedono all’opposizione in Villa Frua – "Centrosinistra" e lista civica "Per Laveno Mombello Cerro" – hanno scoperto nel corso di un controllo che il primo cittadino non ha pagato la suddetta tassa dal 2004 al 2010 per un debito complessivo di circa 1.150 euro.
Un "siluro" che i cinque dell’opposizione hanno sparato nel corso dell’ultimo consiglio comunale, prima di lasciare la seduta per protesta contro la mancanza di una risposta immediata da parte di Giacon e dei suoi sostenitori (il sindaco guida da due anni una coalizione Lega-Pdl-Udc). I quali, tra l’altro, nello stesso consiglio, erano impegnati a ritoccare l’Imu sia sulla prima (dal 4 al 5 per mille) sia sulla seconda casa (dal 7,6 all’8,8 per mille).
Una situazione delicata anche perché le minoranze hanno segnalato un Decreto Legislativo del 2000 (il numero 267, articolo 63) secondo il quale è incompatibile con la carica di sindaco chi ha debiti con il proprio Comune.

«In un momento in cui le tasse aumentano per tutti – spiega l’ex primo cittadino Ercole Ielmini (Centrosinistra) – risulta che il sindaco è moroso verso il suo stesso Comune. Ci auguriamo che non sia vero ma se così risultasse saremmo di fronte a una figuraccia clamorosa». Ielmini non chiede direttamente le dimissioni di Giacon, anche se non risparmia una stoccata ai suoi alleati: «Il decreto c’è ma credo stia al sindaco decidere se lasciare o meno. Certo che sia lei sia i partiti che la sostengono escono davvero male da questa situazione. E se la Lega la difenderà per motivi di bandiera, mi chiedo cosa possono dire Pdl e Udc a questo punto».
Altrettanto caustico Alvaro Reggiori della lista civica soprannominata "dei tre campanili" come da simbolo del suo gruppo. «Non si possono pretendere lacrime e sangue dai cittadini se non si è a posto in prima persona con le tasse. Tanti abitanti del paese hanno problemi economici e, sapendolo, chiedono rateizzazioni dei debiti perché comunque intendono saldarli, mentre invece il sindaco non ha pagato per anni. Una brutta figura per lei ma anche per Laveno: speriamo che ciò non causi anche disagi alla cittadinanza». Reggiori difende così la scelta di lasciare l’aula consiliare: «Al posto di una difesa abbiamo sentito un silenzio assordante dall’altra parte del tavolo».

Graziella Giacon, raggiunta telefonicamente, riconosce l’errore e si scusa, anche se non rinuncia a un contrattacco. «Questa mattina alle 8,30 ero alla sede Equitalia di Luino per saldare la mia pendenza – spiega il sindaco – I mancati pagamenti sono stati una brutta sorpresa anche per me: la persona che avevo delegato (non si tratta del commercialista di Giacon ma di una conoscente che le dà una mano sulle questioni burocratiche private ndr) per queste cose non aveva svolto il compito affidato: ho controllato tra i miei documenti e mi sono accorta che le tasse sui rifiuti non erano effettivamente state pagate. Appena è stato possibile quindi sono corsa all’agenzia e ho versato i soldi, compresa una mora che mi è costata più delle stesse bollette».
Ammissione, scuse ma anche successivo rilancio: «Purtroppo ho sbagliato, lo ammetto e me ne dispiaccio, ma in totale buona fede. Di sicuro c’è stato un danno di immagine ma non pecuniario perché il Comune ha subito avuto i soldi che spettavano. Quello che però non accetto è questo continuo attacco personale che sto subendo: prima hanno messo in dubbio la regolarità di una piscina, poi ci hanno provato con le bollette dell’acqua. Non sarà sembrato loro vero di trovare finalmente un’infrazione».
Il sindaco quindi preannuncia la controffensiva: «Visto che questo è il modo di fare politica utilizzato, vorrà dire che anche io chiederò conto su certi atti della precedente amministrazione che hanno, quelli sì, causato guai seri al Comune di Laveno». Nessuno scossone in vista quindi, almeno dal punto di vista politico: «Di dimettermi non ci penso nemmeno mentre gli alleati, io ho parlato con i componenti della Giunta per spiegare l’accaduto, mi sono stati molto vicini. Piuttosto, se devo dare una lettura politica, dico che le minoranze hanno lasciato l’aula per paura di confrontarsi su un bilancio equilibrato e che ha soddisfatto anche i sindacati su Imu e Irpef. Non era facile, in un periodo simile: ma l’opposizione evidentemente non ha le armi per replicare al nostro lavoro». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 luglio 2012
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