I sogni arrivano a Gavirate

Lo spettacolo di Altre Tracce "Come Bambini" va in scena domani 18 dicembre all'Auditorium di Gavirate. Le vostre lettere diventano una rappresentazione

E la "prima" è andata. Un successo lo spettacolo "Come Bambini" andato in scena a Barasso nei giorni scorsa. Ma adesso tocca a Gavirate. La compagnia teatrale "Altre Tracce" metterà in scena alcune lettere scritte dagli adulti a Babbo Natale. L’appuntamento è per domani, 18 dicembre, alle 21 all’Auditorium Comunale di Gavirate, in via Fermi.
Sono moltissime le lettere giunte anche quest’anno alla compagnia teatrale: sceglierle e sceneggiarle non è stato semplice. Ecco come ha vissuto i momenti che hanno preceduto la selezione delle lettere Valentina Maselli, la regista di Altre Tracce. 

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Come bambini, buona la prima 4 di 8

"Ricevere lettere a Babbo Natale è una cosa molto particolare.
Già l’anno scorso ce ne siamo resi conto. In un periodo dell’anno in cui tutti corrono e si affrettano e il tempo non basta mai, pensare che qualcuno si sia preso uno momento per sedersi e scrivere stupisce anche noi che abbiamo proposto il progetto. È bello fantasticare che avvenga come una volta, con carta e penna… ci piace immaginarvi così, mentre alzate un po’ gli occhi verso il soffitto, portate la penna al mento pensando a qual è la cosa che più vorreste. E proprio qui sta la particolarità.
Ognuno ha bisogno di cose davvero molto diverse, ma quasi tutti alla fine ringraziano il vecchio Babbo per aver dato loro l’opportunità di fermarsi un attimo a mettere nero su bianco i propri desideri. Raramente pensiamo davvero a cosa vorremmo realmente, anzi, questa può essere una cosa che spaventa.
Citando una delle lettere arrivate “più si cresce e più i nostri desideri diventano incomprensibili anche a noi stessi”. C’è un’altra particolarità, attraverso le vostre parole comprendiamo meglio lo stato delle cose.
L’anno scorso la maggior parte delle lettere arrivate erano sognanti e lievi. Quest’anno invece, messe tutte insieme, raccontano il forte disagio dello stress che ci sta logorando in tutti gli aspetti del nostro quotidiano.
La bellezza è che avete scelto l’ironia per raccontarcelo e che lasciate aperto uno spiraglio alla speranza, fantasticando che tutto possa accadere e che Babbo Natale, e cioè il bambino che è in noi che crede ancora nella magia, può esaudire qualunque desiderio. Così ora a noi il compito di raccontare tutto questo. Nel nostro/vostro spettacolo useremo le parole che ci avete regalato… non daremo loro solo la voce, soprattutto le trasformeremo in immagini, in azione. Cercheremo di usare il linguaggio in cui tutti noi sappiamo ritrovarci: quello dei sogni".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2012
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