Evasione a Gallarate, 32 bossoli sparati nell’assalto

Si indaga per tentato omicio contro ignoti, ma il sostituto procuratore Zappatini comincia a delineare il quadro. Sembra che il terzo fratello di Domenico, che ancora non si trova, non abbia partecipato al blitz di lunedì ma alle fasi successive

Daniele non si trova, il terzo fratello Cutrì però non avrebbe fatto parte del commando che ha assaltato la scorta della polizia penitenziaria per liberare Domenico (qui la sua storia), l’ergastolano di Inveruno ora latitante, e avrebbe anche un alibi. Qualche riscontro alla versione fornita dalla sorella, interrogata la sera dell’agguato, è stato trovato e pare che il ragazzo sia davvero partito per Napoli con il treno domenica sera. Naturalmente questo non esclude l’ipotesi che il giovane abbia avuto un ruolo nelle fasi preparatorie o in quelle successive, magari a supporto della latitanza. Il padre, invece, è tornato dalla Calabria e ora è a casa con quello che rimane della famiglia nell’appartamento al piano terra di via Leopardi a Inveruno.

Questo il quadro che emerge a due giorni dopo l’incredibile vicenda avvenuta all’uscita del tribunale di Gallarate. Questa mattina la madre Antonella si è presentata in Procura a Busto Arsizio per chiedere la salma di Antonino, il figlio rimasto ucciso nello scontro a fuoco con gli agenti, ma la risposta è stata laconica: finchè non verrà eseguita l’autopsia il corpo non potrà essere messo a disposizione dei familiari. Il sostituto procuratore Raffaella Zappatini ha deciso, prima di disporre l’autopsia, una tac per capire dove si è conficcato il proiettile che lo ha colpito alla testa. 

E’ ormai abbastanza certo che i primi a sparare siano stati proprio i banditi, tra i 32 bossoli trovati a terra ce ne sono almeno 4 con un calibro 7.65, differenti da quelli in dotazione alla polizia penitenziaria, ma tra le molte armi abbandonate nel suv ritrovato in via Pacinotti c’erano anche pistole dello stesso calibro di quelle usate dagli agenti. Intanto nel registro degli indagati non c’è ancora un nome mentre sono stati aggiornati i capi d’imputazione: oltre alla procurata evasione appaiono il tentato omicidio e le lesioni gravi. 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 febbraio 2014
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