Svizzera e Italia raggiungono un’intesa sulle questioni fiscali

Frontalieri, liste nere e informazioni finanziarie automatiche i principali argomenti, ma c'è spazio anche per Campione d'Italia. I documentisaranno poi firmati entro i primi di marzo

Svizzera e Italia hanno raggiunto un’intesa di principio sulla futura cooperazione nelle questioni fiscali e stanno preparando la firma di un Protocollo di modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni e una roadmap.  Entrambi i documenti dovrebbero essere firmati prima del termine del 2 marzo 2015 definito nel programma italiano di autodenuncia (VDP).

L’intesa migliora le relazioni in ambito finanziario e fiscale tra la Svizzera e l’Italia dopo le controversie durate diversi anni e semplifica la regolarizzazione di averi non dichiarati prima dell’introduzione dello scambio automatico di informazioni. Dopo anni di controversie, l’accordo tra la Svizzera e l’Italia pone delle nuove basi che permetteranno di rafforzare la cooperazione, di migliorare le relazioni tra i due Stati e di sviluppare le relazioni economiche bilaterali in un clima costruttivo. L’attuazione del recente programma italiano di autodenuncia, deciso dal Parlamento italiano, sarà facilitato mediante l’accordo e la certezza del diritto per i contribuenti italiani che detengono un conto in Svizzera sarà decisamente migliorata. 

Per quanto riguarda la tassazione ai frontalieri in futuro i frontalieri saranno assoggettati a un’imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività professionale e pure ad un’imposizione ordinaria nello Stato di residenza. La quota spettante allo Stato del luogo di lavoro ammonta al massimo al 70 per cento del totale dell’imposta normalmente prelevabile alla fonte. Il carico fiscale totale dei frontalieri non sarà inferiore a quello attuale e, in un primo tempo, nemmeno superiore. La nuova imposizione dei frontalieri sarà oggetto di un accordo, che dovrà essere negoziato nella prima metà del 2015. Entrambi gli Stati si sono impegnati ad avviare rapidamente i negoziati.

Con l’entrata in vigore del Protocollo di modifica della CDI la Svizzera sarà inoltre tolta dalle liste nere italiane, che considerano come criterio unicamente l’assenza dello scambio automatico di informazioni: tra gli obiettivi raggiunti nel corso dei negoziati c’è infatti il passaggio al futuro scambio automatico di informazioni finanziarie tra i due stati. Gli attuali regimi fiscali privilegiati per le imprese che figurano sulle liste nere italiane saranno stralciati da queste liste quando saranno aboliti o resi conformi con gli standard internazionali. 

Per quanto riguarda la situazione di Campione d’Italia, le autorità competenti proseguiranno a corto termine le discussioni finalizzate alla ricerca di soluzioni pragmatiche per singoli aspetti legati all’imposizione indiretta, mentre a lungo termine il dialogo porterà sulla ricerca di soluzioni concernenti le altre questioni fiscali e non fiscali dell’enclave.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2015
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