Il fascino ed il mito dell’Italia: la grande arte a Villa Reale

L'Italia vista dai grandi maestri europei in mostra fino al 6 settembre

Arte - Mostre

La mostra è aperta da aprile, ma è rimasto tempo solo fino al 6 settembre per visitare, nel capoluogo brianzolo, la bellissima esposizione di pittura e scultura intitolata “Il fascino e il mito dell’Italia, dal Cinquecento al Contemporaneo”, realizzata con il contributo della Regione Lombardia e sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Il titolo può ingannare perché l’Italia è solo il tema; a parte poche eccezioni infatti, come  quella del lucchese Pompeo Batoni (1708-1787), si tratta di un’esposizione di opere di artisti europei, dove primeggiano nomi e collezioni di area tedesca, con una perla francese ed una inglese. Ci sono anche famosi interpreti dell’arte contemporanea con dei buoni lavori: nella parte finale dell’esposizione c’è ad esempio la serie fotografica “Stromboli” di Marina Abramović e poi una matita sanguigna su grande tela dal Museo Picasso di Parigi ma, come non raramente accade, il succo della mostra è altrove.

Prima ancora di sapere chi è, lo sguardo cade da solo sulle meravigliose tele di Anton Raphael Mengs (1728,1779), a suo tempo considerato uno dei maggiori artisti europei. Nato in un villaggio boemo ai confini con la Germania, Mengs ha operato soprattutto a Roma, dove è ricordato anche per gli affreschi nella Sala dei Papiri della Biblioteca Apostolica Vaticana. Questo artista è molto rilevante nella la storia dell’arte, con un accento particolare nella mostra di Monza per la presenza del suo “Ritratto del Cardinale Alberico Archinto” (1756), proveniente dal Museo di Belle Arti di Lione.

Archinto, apparentemente anonimo, all’epoca della sua nunziatura polacca aiutò infatti negli studi classici il giovane e brillante J.J. Winckelmann (1717, 1768), poi amico di Mengs, convertendolo al cattolicesimo e portandolo con sé nella Capitale. Oggi qualcuno si sorprenderebbe, ma il tedesco divenne nientemeno che soprintendente alle antichità di Roma nel 1764; non solo, il Winckelmann è a tutt’oggi ricordato come uno dei massimi teorici del Neoclassicismo, oltre ad essere stato il primo a formulare una criterio evoluzionistico completo sugli stili pittorici. Lo studioso utilizzò Mengs per illustrare le sue idee ed è forse per questo che l’affresco del “Parnaso” di Villa Albani (1761) è oggi considerato il ‘manifesto’ della pittura neoclassica romana.

Di Mengs a Monza ci sono come detto diverse tavole, ma tra queste spicca lo splendido “Autoritratto” (1773), che proviene dagli Uffizi.

Il secondo tema cardine è quello della Collezione Principesca del Liechtenstein, autentica colonna dell’esposizione presidenziale, avendo concesso per l’occasione diverse tele di gran pregio. Dalla collezione privata di Hans- Adam II, che ha sede a Vienna, provengono infatti sia “La negazione di Pietro” (1630) di Theodoor Rombouts, la quale si trova all’inizio del percorso museale, sia il meraviglioso quadretto “Tempio della Concordia ad Agrigento”(1849) di Ferdinand Georg Waldmueller, il quale si trova invece all’ingresso dell’ultima sala nella sezione ottocentesca, a ridosso dei contemporanei; posizione per la verità secondo me infelice, perché la sua attenta osservazione ostruisce il flusso di visitatori.

Infine le due perle alle quali ho accennato, che infatti sono giustamente collocate isolate dal resto: dal Louvre proviene  la bellissima statua in marmo di Francois Rude  intitolata “Giovane pescatore napoletano con tartaruga” (1833); dalla Paul Mellon Collection, presso lo Yale Center of British Art, proviene invece quella che è secondo me la tela più bella della mostra: “Accademia sotto la lampada” (1770) di Joseph Wright of Derby (1734,1797), pioniere della pittura nell’ambito della Rivoluzione industriale, noto soprattutto per essere l’autore di uno dei più curiosi dipinti della storia: “Esperimento su un uccello in una pompa ad aria” (1768).

Villa Reale
Viale Brianza, 1
20052 Monza
Tel: 199.151140
Fino al 6 settembre.
Martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica: 10.00-19.00, Venerdì: 10.00-22.00
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Pubblicato il 21 agosto 2015
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