La stagione di “Corrente”, quella di “Novecento” e la pittura di Silvio Zanella al MA*GA

Si è chiusa con il week end di Pasqua la mostra “Un realismo dialettico: pittura italiana tra il 1919 ed il 1970“

Arte - Mostre

Si è chiusa con il week end di Pasqua la mostra “Un realismo dialettico: pittura italiana tra il 1919 ed il 1970“, che il Museo d’Arte MA*GA di Gallarate ha dedicato ad una selezione di opere provenienti dalla sua collezione permanente, costituita da circa quattromila pezzi.

L’esposizione, che è durata solo poco più di un mese, è stata un’importante occasione per mettere in evidenza, tra artisti celebrati, noti e poco conosciuti, il grande spessore della raccolta locale, la quale a cinquant’anni esatti dalla nascita si pone come riferimento nazionale per la storia dell’arte del nostro Novecento.

Novecento è anche il nome di una delle due principali correnti pittoriche della prima metà del XX secolo che sono state felicemente rappresentate nella rassegna gallaratese. Inizialmente legata a quella che a taluni appariva come la felice “Rivoluzione fascista”, Novecento fu un movimento pittorico nato non a caso nel ’22 alla Galleria d’Arte Pesaro di Milano, dove per la prima volta esposero Bucci, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Ubaldo Oppi (1889-1942) e Mario Sironi (1885-1961). Gli ultimi due, ben rappresentati al MA*GA, soprattutto Oppi con il suo bellissimo dipinto “Ragazzo” (1926), furono forse per ragioni opposte i due elementi più rappresentativi del gruppo. Il primo, bolognese, è storicamente ricordato per il suo ‘tradimento’ del sodalizio, avvenuto per motivazioni artistiche in occasione della Biennale di Venezia del 1924, ma forse anche per ragionamento politico dopo l’investitura fascista del sodalizio medesimo attraverso l’intervento diretto di Benito Mussolini con un discorso alla Pesaro nel 1923. Il sardo fu invece più strettamente ed ideologicamente legato al Ventennio, fino a curare personalmente gli allestimenti della “Mostra della Rivoluzione Fascista” del 1932 e fino al “Manifesto della pittura murale” firmato con Carrà e Campigli nel 1933.

Alle mostre di Novecento espose anche Felice Casorati, figura artisticamente indipendente, che nella raccolta del MA*GA è ben rappresentato dal dipinto “Natura morta, pere” (1963), anche se quest’opera è molto tarda nella vita dell’artista.

Altra prova che, almeno fino agli anni Trenta, non fu possibile una chiara identificazione tra la corrente pittorica novecentista e la politica del Regime è la figura di Renato Guttuso, il quale pur giovanissimo frequentò lo studio del siciliano futurista Pippo Rizzo, sindacalista fascista e vicino a Margherita Sarfatti negli anni successivi.

Guttuso fu poi artisticamente e politicamente, come noto, da tutt’altra parte, ed infatti a Gallarate egli è facilmente associabile al “Gruppo di Corrente”, fondato sempre a Milano nel 1938 da Ernesto Treccani: gruppo che fu artisticamente e politicamente di opposizione minoritaria all’ideologia che dominò gli anni Trenta. Degli artisti di questa schiera spiccano qui in particolare le opere di Arnaldo Badodi (1913-1943), pittore morto giovanissimo sul fronte russo, il quale ci ha lasciato dipinti dal tono espressionistico sia nella colorazione che nella figura, come “Figura seduta” (1939) e “Gineceo” (1940).

C’è poi il bellissimo “Vegetazione R5” (1964) di Ennio Morlotti, appartenente al periodo in cui il lecchese fu maggiormente influenzato dalla pittura informale europea; bello questo dipinto per le sua tinte terrulee incastonate in una cornice color oro.

C’è poi, non ultimo, Silvio Zanella (1918-2003), l’artista al quale è giustamente intitolato il museo, che con l’opera di una vita ben esemplificata dallo splendido dipinto “Prato, case, colline” (1966) dimostra di aver segnato anche lui, da Gallarate, il Novecento italiano.

Un vero peccato, qui come in altre raccolte di rilievo, le molte opere fruibili solo attraverso un vetro di protezione, che impediscono all’osservatore di specchiare la propria sensibilità nel dipinto.

 

Museo d’Arte MA*GA
via De Magri 1
Gallarate (Va)
www.museomaga.it
Orari d’esposizione: da martedì a venerdì 10:00 – 12:30 e poi 14:00 – 18:00, sabato e domenica 11:00 – 19:00

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Pubblicato il 01 aprile 2016
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