L’orto botanico dei Licei, tesoro nascosto della biodiversità

Un delizioso angolo verde, ma soprattutto di grande valore scientifico, nato nel 2007: porte aperte sabato 16 aprile

Orto Botanico licei dei tigli Gallarate

Un angolo verde, appartato. Ma anche – anzi, soprattutto – un piccolo tesoro scientifico da scoprire: è l’Orto Botanico dei Licei dei Tigli di Gallarate, che questa primavera festeggia il suo nono anno di vita, aprendo i cancelli ai visitatori sabato 16 aprile. «Perchè vogliamo che questo sia un luogo alla città, per far scoprire uno scrigno di biodiversità».

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Gli orti botanici sono luoghi di grande fascino, per la varietà di specie che ospitano, per gli studi condotti. Certo, il giardino del Viale dei Tigli non può vantare le strutture storiche di più famosi orti botanici storici, da quello dell’Università di Padova (1545) a quelli di Brera (1774), dall’orto del Bronx nel mezzo della metropoli di New York a quello di Budapest di antica memoria letteraria, luogo di ritrovo dei “ragazzi della via Pal”. Eppure, anche solo alla vista questo angolo (in realtà: 2700 mq) rigoglioso di verde è capace di suscitare curiosità.

«I lavori sono iniziati nel 2007, con i fondi della Provincia» spiega la professoressa Anna Fedele, biologa, docente di scienze che ha seguito negli anni lo sviluppo. «Dopo il 2007 abbiamo presentato un progetto più articolato, che è stato sostenuto anche con fondi del Comune di Gallarate». L’orto botanico infatti non è solo una raccolta di specie diverse (oltre settanta), ma è anche un vero luogo di speriementazione, dove si ricreano ambienti, si studia la crescita delle piante, l’interazione con l’ambiente circostante.

Ad esempio: nel 2014-2015, con il progetto Red Squirrel, gli studenti hanno monitorato – giorno dopo giorno – il comportamento degli scoiattoli rossi testimoniati nella zona, che si trova dentro alla città di Gallarate, ma appena sotto la “costa” di Crenna, la verde fascia collinare di circa 2 km, corrispondente al gradino morenico che si apre sulla pianura. Nel 2012-2013 hanno ricreato e studiato un piccolo angolo di brughiera, l’ambiente tipico della zona del’alta pianura (oggi quasi scomparso) caratterizzato dalla calunna vulgaris, la pianta del brugo.

Orto Botanico licei dei tigli Gallarate
l’ingresso dell’orto botanico, dedicato alla memoria di Stefano Dalla Grana, uno dei primi studenti che hanno seguito il progetto

All’interno dell’orto è allestita la serra «con “letti” riscaldati e impianto di irrigazione» e un’area di giardino fenologico, per lo studio di piante che sono state sviluppate con la clonazione di un’unica pianta madre. «È uno dei pochi spazi di questo tipo esistenti in Italia, con cinque specie diverse di piante clonate. Settimanalmente monitoriamo lo sviluppo, compilando le schede messe a disposizione dall’Università di Perugia, per esempio per fare previsioni in allergologia o anche per valutare i cambiamenti climatici».

Non è l’unico progetto che prevede la raccolta di dati per la ricerca di base: accanto alla serra si trova lo spazio battezzato (con tocco poetico, per un progetto scientifico) “Anche il vento disperdeva certi semi”: «coltiviamo dodici specie e varietà differenti di frumento, dalle più antiche a quelle più recenti ed evolute. I semi – in alcuni casi particolarmente preziosi – sono stati forniti dall’Universita di Milano». Il progetto – seguito dalla professoressa Chiara Brivio –  ha ottenuto finanziamenti diretti dal Ministero dell’Università e Ricerca.

Il progetto dell’orto scolastico non si esaurisce, in realtà, solo con l’orto di viale dei Tigli: alcune piante sono state messe in opera alla Boschina di Crenna, una pregiata zona verde appena ai margini Nord di Gallarate, dove è stato allestito anche un percorso (c’è anche un sito dedicato).

«Le attività dell’orto botanico sono seguite dalle classi dell’Indirizzo sperimentale, perché hanno più ore a disposizione per i monitoraggi. Ma anche tutte le altre classi effettuano lezioni all’aperto osservando le piante».

L’orto botanico fa parte della struttura scolastica e non è normalmente aperto al pubblico: la prossima, preziosa occasione è  sabato 16 aprile, dalle 9 alle 13.00 (in caso di pioggia, rinviato al 30 aprile), grazie alla collaborazione dell’associazione Amici dei Licei e del Comitato Genitori. Si sta poi lavorando per pensare ad aperture straordinarie ripetute o calendarizzate. «Vorremmo diffondere la cultura naturalistica anche all’esterno, aprendo sempre più quest’orto botanico a tutta la città: è un vero scrigno di biodiversità».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2016
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