Pedoni e bici: progetti, sogni (ed errori) del piano urbano del traffico

Il documento prevede una serie di interventi per la mobilità su due ruote e a piedi ma tutti rivelano qualche difficoltà. Ed è mistero sulle piste ciclabili esistenti

Piste ciclabili a Busto Arsizio
Cartelli vario generiche

Non solo sensi unici e rotonde. Nel piano urbano del traffico c’è spazio anche per ciclisti e pedoni con una serie di opere dedicate a loro, a partire dall’ambizioso progetto della “spina verde”.

La spina verde è un provvedimento già previsto dal piano di governo del territorio che prevede un grande parco lineare ad ovest della città che colleghi Sacconago al Sempione. Un lungo arco che dovrebbe sorgere nell’area che sarebbe dovuta diventare la tangenziale ovest della città ma che adesso non ha più senso costruire. E dal momento che “le aree necessarie sono già sostanzialmente tutte pubbliche -si legge nel dossier- la realizzazione della Spina Verde appare compatibile con un orizzonte di breve-medio termine”.

Idea simile è quella pensata per collegare il centro della città con Borsano. Anche questo progetto è stato inserito nel PGT e prevede di unire con una linea retta l’area delle nord al rione con un percorso che partendo dalla Stazione Nord scenda fino al Liceo Tosi, sfiori la Cascina Burattana e poi entri a Borsano. Un progetto ambizioso, forse fin troppo. Si legge infatti nel documento che: “Poiché l’intervento proposto nel PGT ha un respiro di medio lungo Periodo il presente Piano, che invece è di breve periodo, cerca di raggiungere l’obiettivo di riconnessione tra l’abitato di Busto e di Borsano mediante la realizzazione di itinerari ciclopedonali riservati lungo la viabilità esistente (le vie Magenta e Boccaccio), collegandoli alla maglia ciclopedonale già esistente e alle stazioni del bike sharing”.

Il bike sharing, appunto. Il progetto di piano prevede di unire i vari punti di prelievo delle biciclette pubbliche con la rete di piste ciclabili già esistente, ma su questo aspetto il Put mostra qualche falla. Nei vari documenti vengono infatti indicati alcuni itinerari che proprio non esistono, come quello che percorrerebbe tutta via Bellini, collegando il centro e l’ospedale, o altri che al momento sono solo sulla carta, come quello tra via XXV Giugno, viale Sicilia e via Marco Polo. Un progetto, quest’ultimo, che è ancora in attesa di trovare i 750.000 euro necessari alla sua realizzazione che sono a loro volta fondamentali anche per la realizzazione di un’altra importante pista ciclabile, quella del Viale della Gloria. La realizzazione della tangenziale delle biciclette -menzionata nel più vasto intervento per quell’arteria viabilistica- dovrebbe avvenire con i risparmi di quest’altra gara d’appalto per la quale, però, l’amministrazione sta ancora cercando le risorse. E se il finanziamento non dovesse arrivare, anche l’unico elemento concreto del progetto rischia di saltare.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2016
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