«Quella ruspa in fondo al lago era di mio zio»

Nelle foto realizzate dal gruppo sub dei Pinguini un lettore porta a galla il ricordo di un fatto avvenuto decine d’anni fa allo zio, che si salvò per miracolo abbandonando agli abissi il mezzo di lavoro

I PInguini del Lago Maggiore

Ci sono piccoli grandi segreti di famiglia che per caso tornano a galla e rimangono sulla punta della lingua sebbene i fatti risalgano a tanti anni fa: lo dico o non lo dico? Ci ha pensato un attimo, il lettore Luca (cognome top secret, come capirete) che una volta viste le foto dei “Pinguini” del Lago Maggiore non ha resistito, per confessare: «La ruspa in fondo al lago era quella di mio zio».

È chiaro che una mezza parola detta deve per forza diventare una notizia nel momento in cui le foto scattate dal gruppo di sub del Luinese – lo abbiamo scritto ieri – sono realizzate per soddisfare la voglia di documentare cosa si nasconda nella profondità del Verbano. Ma non solo. Questi scatti nascono anche dalla voglia di conoscere il perché delle cose: perché quella lambretta è finita in acqua? E chi ha buttato quella 500 modello “anni del boom”?.

E poi la faccenda della ruspa: poco distante dalle gallerie che da Laveno portano a Castelveccana ce n’è una alla profondità di circa 40 metri. È una “Fiat Allis”, per la precisione, immortalata da uno dei Pinguini.

«Mio zio stava sistemando un accesso nella zona del vecchio scivolo a lago, per intenderci la casa che c’è in mezzo alle gallerie di Laveno. Ad un certo punto il ciglio cedette e lui fece per scendere al volo dalla ruspa che stava scivolando a lago. Ce la fece per un pelo e la pala finì in acqua», racconta Luca, che non ricorda l’anno in cui avvenne il fatto, «erano, forse, gli anni ‘80»
«Mandò anche un sub che scese fino a 30 metri ma non vide nulla – continua il racconto del nipote – .
Dopo quasi 40 anni la pala è “tornata”. Peccato che lui, zio Giorgio, non ci sia più. I miei cugini però apprezzeranno l’aneddoto».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2016
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.