Palazzetto, «faremo di tutto per realizzarlo»

Andrea Pellicini, stimolato dall’opposizione in Consiglio specifica il progetto per dotare la città di una struttura adeguata anche ad ospitare il pubblico. Passano bilancio e opere triennali

Avarie

Luino centro sportivo del nord della provincia? L’idea dell’amministrazione è questa o per lo meno di una città che possa offrire ai propri giovani strutture adeguate non solo per fare sport, ma anche per andare ad assistere a partite e competizioni.

Per questo tra le voci che primeggiano nel piano triennale opere pubbliche approvato questa sera nel corso di un lungo Consiglio comunale, spiccano quei 2 milioni e 100 mila euro che l’amministrazione Pellicini ha preventivato di spendere da qui ai prossimi tre anni.

La voce non è passata inosservata alla minoranza che in diversi interventi ha chiesto lumi al sindaco; puntuale la sua risposta: «Quella del palazzetto a Luino non è una provocazione, ma uno dei punti del programma elettorale e per questo abbiamo ritenuto doveroso inserirlo nel programma triennale delle opere pubbliche. Faremo di tutto per realizzarlo: certo è un obiettivo difficile perché le risorse sono limitate e faremo affidamento su oneri provenienti da operazioni urbanistiche previste dal pgt nelle aree centrali. La città ha bisogno di una nuova struttura sportiva: quelle esistenti sono a malapena sufficienti».
E, come si diceva, non è solo un problema di sport “giocato”, ma anche di pubblico. «Oggi – ha aggiunto il sindaco – è possibile ospitare 99 spettatori nella palestra delle Betulle: siamo in difficoltà».

Sul “dove” sorgerà il palazzetto è ancora tutto da vedere: le ipotesi di cui si è discusso sono l’area Visnova (dietro la stazione), il parco del Margorabbia, o una sistemazione nel centro sportivo le Betulle. Il tutto, comunque, entro il 2019: «Lo vogliamo fare»
Ma non solo: nell’intervento di Franco Compagnoni (capogruppo de l’Altra Luino) si è ipotizzata una location vicina all’area Lido, di proprietà comunale.

Sul punto è giunta la proposta del consigliere Giuseppe Taldone, che ha auspicato il coinvolgimento del territorio in questo progetto . «Penso – ha detto Taldone – ad un consorzio di comuni che abbiano interesse a realizzare la struttura: verifichiamo che sia un percorso fattibile insieme».

Fra i punti in approvazione nel programma triennale opere pubbliche, del valore complessivo di 9 milioni e mezzo spalmati fra il 2017 e il 2019 figurano anche le piste ciclabili verso Colmegna-Maccagno per l’importo di quasi mezzo milione; gli adeguamenti al patrimonio scolastico per 600 mila euro complessivamente, di cui 400 mila spesi per il 2017 (i lavori nei plessi scolastici avverranno la prossima estate); due milioni sono messi copertura dei costi per la realizzazione della caserma dei vigili del fuoco (anche se in sede di commissione territorio è emerso che solo il progetto costerà 1,8 milioni e non sarà pronto prima del 2018).

Poi il piano asfalti: l’importo per i tre anni è di 730 mila euro. Ancora la manutenzione della stazione internazionale: parte degli spazi sono stati dati in comodato d’uso al Comune per 18 anni e l’amministrazione vuole investire 245 mila euro per il triennio così da adibire parte degli spazi ad alcune associazioni con l’idea di attivare uno spazio condiviso di coworking. Ci sono, tra gli altri, 409 mila euro per l’edilizia residenziale pubblica e 170 mila euro per la sistemazione del tratto finale del torrente Colmegnino.

È tornato fra i banchi del Consiglio il discorso su Alptransit, sui passaggi a livello che verranno soppressi e sulla sicurezza: confermata la riunione in prefettura col sindaco di Laveno Mombello per il prossimo 21 aprile.

E si accennato anche ai costi dell’estate culturale luinese, con una cifra attorno ai 60 mila euro per cinema all’aperto, musica e concerti, tra cui spicca quello di Enrico Ruggeri per il costo di 10 mila euro.

A tenere banco anche la questione dei rifiuti, le cui tariffe erano uno dei punti all’ordine del giorno. Luino è città che sta già raggiungendo un buon livello di differenziata, attorno al 65% e che vedrà introdotte il prossimo autunno, a novembre, il sistema di raccolta domiciliare del secco con microchip: su questo punto si testerà il senso civico dei cittadini che dovranno fare molta attenzione a cosa buttano e a dove va a finire la spazzatura, soprattutto la frazione indifferenziata che altrove – vedi Valcuvia – , dopo l’introduzione, non di rado è stata trovata abbandonata.

In ultimo si è parlato anche dello spostamento della sede della Comunità Montana a Luino su cui lo stesso sindaco ha confermato quanto riportato da Varesenews nei giorni scorsi: «Da luglio la nuova sede sarà a Voldomino, che così diventerà uno dei principali centri di servizi del Nord della Provincia».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2017
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