Dalla Valceresio a Barbiana, la preghiera degli studenti sulla tomba di don Milani

Alcuni ragazzi dell'Istituto hanno scritto una lettera al sacerdote scomparso 50 anni fa, che oggi leggeranno sulla sua tomba. E' una bella lettera, che parla di pace, di giovani e del valore della scuola

Don Lorenzo Milani Barbiana
Don Lorenzo Milani Barbiana

(foto di Andrea Lapi Photography)

Un gruppo di studenti dell’Isis Valceresio di Bisuschio partecipa oggi alla visita a Barbiana in occasione dell’anniversario della morte di don Lorenzo Milani, organizzata dal Comitato progetto Chernobyl di Induno Olona.

I ragazzi hanno scritto una lettera al sacerdote scomparso 50 anni fa, che leggeranno sulla sua tomba. E’ una bella lettera, che parla di pace, di giovani e del valore della scuola.

Ecco il testo:

 

Caro don Lorenzo Milani,

siamo un gruppo di studenti della scuola Media superiore di Bisuschio, in Valceresio con alcune persone del Varesotto, una provincia di periferia, ai confini con la  Svizzera, una provincia storicamente solidale, fatta da una popolazione di immigrati provenienti da tutte le regioni dell’Italia, una solidarietà oggi incrinata nei confronti del nuovo fenomeno di immigrazione dal Nord Africa e dal Medio Oriente, coloro che scappano dalle guerre, guerre di cui noi forse abbiamo qualche responsabilità. Siamo qui non per celebrare l’anniversario della tua morte, ma la tua resurrezione morale nei cuori di tanti studenti che susciti ancora oggi. E per questo ti vogliamo ringraziare:

 

– Ti vogliamo ringraziare perché hai visto la bellezza dei nostri occhi quando nella lettera ai giudici hai scritto … “Il maestro deve essere per quanto può profeta, scrutare i segni dei tempi, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in modo confuso”.

– Ti vogliamo ringraziare perché sei sceso sia dalla cattedra del maestro e sia da quella dell’altare del prete. Tu che hai fatto della parola lo strumento per la ricerca della verità e della liberazione hai scritto invece   “E poi superbia credere nella potenza della propria parola. Con le parole alla gente non si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la Grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio”.

– Ti vogliamo ringraziare per la temerarietà con cui hai demolito il principio cardine delle nostre istituzioni sia laiche che religiose, l’obbedienza trasformata in responsabilità, quando hai scritto “Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma è la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo, né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto”.

– Ti vogliamo ringraziare perché tu maestro sei diventato nostro allievo quando hai scritto … “poi insegnando imparavo tante cose. Per esempio ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia.” insegnandoci che la politica, quella con la P maiuscola, non solo è importante ma è indispensabile per il nostro futuro di uomini.

– Ti vogliamo ringraziare per aver ricordato ai nostri insegnanti che il loro, non è un mestiere ma una grande missione quando hai scritto “L’abbiamo visto anche da noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati”.

–  Ti vogliamo ringraziare perché hai detto che il compito primario della scuola non è la valutazione ma l’educazione: “La più accanita protestava che non aveva mai cercato e mai aveva avuto notizie sulle famiglie dei ragazzi: Se un ragazzo è da quattro io gli do quattro. E non capiva, poveretta, che era proprio di questo era accusata. Perché non c’è nulla che sia ingiusto, quanto far parti uguali fra diseguali”.

– Ti vogliamo ringraziare per aver insegnato alla scuola, alla chiesa, alla intera società che è “la parola che rende liberi, ma è che l’arte dello scrivere è la religione. Il desiderio di esprimere il nostro pensiero e di capire il pensiero altrui è l’amore. E il tentativo di esprimere le verità che solo si intuiscono e le fa trovare a noi e agli altri. Per cui essere maestro, essere sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa.”

– Ti vogliamo ringraziare quando hai scritto che è dalla scuola che parte il valore della solidarietà e della uguaglianza perché “è solo la lingua che rende uguali. Uguale è chi sa esprimersi e intendere l’espressione altrui, che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli.”

– Ti vogliamo ringraziare perché la scuola come l’intera società hanno come compito primario quello di educare alla libertà “perché anche la scuola deve tendere tutto nell’attesa di quel giorno glorioso in cui lo scolaro migliore le dice: ‹Povera vecchia, non ti intendi più di nulla› e la scuola risponde con la rinuncia a conoscere i segreti del suo figliolo, felice solo che il suo figliolo sia vivo e ribelle.”

– Ti vogliano ringraziare per averci insegnato che la politica non è quella cosa sporca che ci vogliono far intendere “Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt’uno. Non si può amare creature segnate da leggi ingiuste e non volere leggi migliori”.

– Ti vogliamo ringraziare per il coraggio con cui hai accolto le difficoltà della vita arrivando a definire l’esilio di Barbiana come un dono di Dio perché … “ho badato ad accettare in silenzio perché volevo pagare i miei debiti con Dio, quelli che voi non conoscete. E Dio invece mi ha indebitato ancora di più: mi ha fatto accogliere dai poveri, mi hanno avvolto nel loro affetto. Mi hanno dato una famiglia grande, misericordiosa, legata a me da tenerissimi e insieme elevatissimi legami. Qualcosa che temo che lei non abbia mai avuto”.

– Ti vogliamo ringraziare per quelle bellissime parole che hai scritto, paragonandoci ad un dono di Dio: “Quando avrai perso la testa, come l’ho persa io, dietro poche decine di creature, troverai Dio come un premio”.

– Ti vogliamo ringraziare per la tua incrollabile fede nella tua chiesa al punto di essere poi stato definito un disubbidiente obbiedentissimo: “Non mi ribellerò mai alla chiesa, perché ho bisogno più volte alla settimana del perdono dei miei peccati e non saprei da chi altri andare a cercarlo quando avessi lasciato la chiesa.”

– Ti vogliamo ringraziare per i tuoi ammonimenti sul tempo che non va sprecato in azioni inutili: “Se la vita è un bel dono di Dio non va buttata via e buttarla via è peccato. Se un’azione è inutile, è buttar via un bel dono di Dio. È un peccato gravissimo, io lo chiamo bestemmia del tempo. E mi pare una cosa orribile perché il tempo è poco, quando è passato non torna.”

– Ti vogliamo ringraziare per averci messo in guardia che lo studio e il nostro lavoro non debbano essere finalizzati al nostro personale benessere ma al bene comune: “Non vedremo sbocciare dei santi finché non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all’ingiustizia sociale.”

Dopo averti ricordato con le tue parole ora recitiamo insieme la preghiera che Gesù ci ha insegnato: (tutti insieme)

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. Amen.

 

Non reciteremo la preghiera dell’eterno riposo per il semplice motivo che noi ti sentiamo vivo e vicino in mezzo a noi e perché come ti ha ricordato Ernesto Balducci: “I veri uomini che anticipano il futuro non sono i retori, i demagoghi, gli scrittori, gli oratori che dalla cattedra si abbandonano a fantasie, ma sono i manovali della storia, che dall’interno delle fatiche del vivere quotidiano portano un segno che si rivelerà fecondo di futuro.”

 

E l’ultimo ringraziamento la vogliano mandare a Papa Francesco che tra un mese sarà anche Lui qui a Barbiana a rendere omaggio al tuo coraggio e alla tua forza d’animo per riportare giustizia a tutte le ingiustizie che la chiesa ti ha causato quando eri in vita e in questa richiesta di perdono accogli anche la nostra, la nostra ipocrisia per non essere sempre capaci di mettere in pratica i tuoi insegnamenti. Concludiamo questo momento con la lettura del Preghiera per la nostra madre terra dell’Enciclica di Papa Francesco Laudato si':

 

Altissimo Signore,

che sei presente in tutto l’universo e nella più piccola delle tue creature, Tu che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste, riversa in noi la forza del tuo amore affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza. Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle senza nuocere a nessuno.

Padre dei poveri, aiutaci a riscattare gli abbandonati e i dimenticati di questa terra che tanto valgono ai tuoi occhi. Risana la nostra vita, affinché proteggiamo il mondo e non lo deprediamo, affinché seminiamo bellezza e non inquinamento e distruzione. Tocca i cuori di quanti cercano solo vantaggi a spese dei poveri e della terra. Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa, a contemplare con stupore, a riconoscere che siamo profondamente uniti con tutte le creature nel nostro cammino verso la tua luce infinita. Grazie perché sei con noi tutti i giorni. Sostienici, per favore, nella nostra lotta per la giustizia, l’amore e la pace.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2017
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