Il gestore dei profughi compra uno stabile a Sciarè, residenti preoccupati

La Kb srl è principale gestore di richiedenti asilo in provincia: "Ma noi vogliamo meterci uffici". Stasera incontro con il sindaco

Sciarè generica
Sciarè generica

Un centro d’accoglienza per richiedenti asilo a Sciarè? L’ipotesi ha messo in allarme alcuni residenti del quartiere dietro alla stazione di Gallarate. Pronti a mobilitarsi contro l’eventuale arrivo di “asilanti” affidati alla KB srl, la società che gestisce già un centinaio di stranieri ospitati a Gallarate. Questa sera – martedì 23 maggio – a Sciarè si presenterà anche il sindaco Andrea Cassani. Mentre intanto dalla Kb Roberto Garavello assicura: «A Sciarè metteremo uffici e spazi educativi, non alloggi».

Andiamo per ordine, sinteticamente. Al centro delle preoccupazioni c’è il fabbricato ex Ricamificio Zibetti, in via Doria, “in fondo” al quartiere, vicino al ponte della Mornera. La Kb – spiegano i responsabili- l’ha acquisita ad un’asta al tribunale di Busto. La voce ha iniziato da alcuni giorni a girare per il rione e ha mobilitato alcuni residenti, che hanno fatto passare la voce sui social. Il timore – appunto – è che l’ex spazio industriale possa ospitare un Centro d’accoglienza straordinario, come quelli che la Kb ha già attivato in via Beccaria (zona stazione) e via Ranchet (Madonna in Campagna).

L’ipotesi viene smentita da Roberto Garavello, che con la moglie Katiuscia Balansino amministra la società, che oggi gestisce centinaia di profughi in provincia. «Non abbiamo intenzione di portare alloggi. Stiamo attivando nuovi progetti e abbiamo bisogno di spazi, non è un mistero». Cosa metteranno a Sciarè, allora? «Abbiamo la necessità di spazi per gli uffici della Kb, che oggi sono in edificio in affitto» (la KB è cresciuta molto negli ultimi due anni e oggi dà lavoro a un centinaio di persone, ndr). «E abbiamo bisogno di spazi per i corsi di formazione che la Prefettura ci chiede». Garavello adombra anche l’ipotesi che un certo clima di ostilità sia stato sollecitato anche dagli ex proprietari. «Non so se vogliamo riprendersi l’edificio. Parliamone tra noi, lì il Pgt prevede residenziale».

Nel frattempo i cittadini del quartiere si mobilitano e hanno convocato un incontro per stasera alle 21. Il sindaco Andrea Cassani dice di voler «parlare con i cittadini», è nota la sua posizione contraria all’arrivo di altri richiedenti asilo e l’ostilità verso i gestori (oltre alla Kb, che è una srl, a Gallarate c’è anche Exodus).

«Alcuni cittadini mi hanno informato e li ho risentiti immediatamente sabato mattina» spiega Roberto Bertoglio, presidente della Consulta Cedrate-Sciarè. «Come presidente di consulta ho mandato mail al sindaco, ieri sono stato informato della disponibilità». Bertoglio spiega che di fronte alla questione si pone «in una fase d’ascolto», senza prese di posizione: «ci sono voci, ci sono preoccupazioni, ho chiesto anche io di evitare voci incontrollate. Mi aspetto chiarimenti e faremo domande ben precise»

.Sul fronte dell’opposizione, il Pd di Gallarate parla di «un sindaco che si rifiuta di governare in alcun modo la questione dei richiedenti asilo, che si ricorda dei profughi solo quando ne legge sui giornali e può approfittarne per qualche misera passerella». Il caso di Sciarè viene accostato al «fantomatico ‘campo di concentramento’ nell’ex caserma dell’aeronautica, sul quale in campagna elettorale viaggiavano voci irresponsabili e incontrollate» (nessuna struttura ex militare o demaniale è stata poi effettivamente utilizzata, a Gallarate e in provincia, per centro d’accoglienza).

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2017
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