Per lavorare, per ballare o per studiare, il rapporto tra i giovani e la droga

Terza puntata dell'inchiesta su droga e giovani. Alcune storie di ragazzi che ne fanno uso sia a scopo ricreativo che per migliorare le prestazioni

cannabis canna droga spinello

Dopo aver “sorvolato” i nostri boschi con una mappa delle postazioni dello spaccio, dopo la nostra ricognizione tra i negozi che vendono cannabis light, “abbiamo preso un sottomarino” e ci siamo immersi nelle realtà di alcuni giovani e il loro rapporto con le droghe.

Tutti i ragazzi presi come campione in questo articolo vivono a Busto Arsizio e dintorni, ne frequentano le scuole o semplicemente si ritrovano nel quadrilatero tra il Museo del Tessile, piazza Garibaldi, piazza Santa Maria e la stazione Nord. Sono studenti delle superiori, universitari, lavoratori e non frequentano i sert o le comunità di recupero perchè la condizione “moderna” del “drogato” è sempre meno sovrapponibile a quella cristallizzata nella mente dei più.

Sono cambiate le droghe, è cambiato l’uso che se ne fa, è cambiato il contesto economico e politico. Dimenticate le Christine F. di Noi, ragazzi dello zoo di Berlino, dimenticate i Mark Renton di Trainspotting. Quelli ci sono ancora ma sono molto meno di una volta, anche se i dati parlano di un ritorno dell’eroina.

I nomi delle storie che vi riportiamo sono stati cambiati per questioni privacy. La finalità nel raccontare questi spaccati di vita sta nel dare un’idea di come nel 2018, per varie ragioni, ognuno interpreta l’uso di sostanze in modo strettamente personale, vuoi per pressioni derivate dalla società o per puro e semplice scopo ricreativo.

MATTEO*, 18 ANNI

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Sono Matteo e frequento il liceo scientifico di Busto Arsizio. Faccio uso di marijuana da un anno più o meno. Mi ci sono avvicinato tramite alcune conoscenze, a scuola e non, la consumo per rilassarmi e per concedermi delle pause da uno studio a volte veramente stressante. Non fumo molto, prevalentemente nel week-end o quando ci sono feste o occasioni simili. Credo che la regolamentazione della sostanza sarà utile in futuro per combattere la mafia, ma dovrà essere fatta con criterio.

AHMED*, 21 ANNI

spaccio

Sono Ahmed e faccio l’università a Milano, fumavo marijuana e hashish dai 16 anni fino a poco tempo fa e per un periodo, sarò sincero, ho spacciato al dettaglio. Questa cosa è stata un po’ la mia fortuna e sfortuna insieme, perché da un lato mi ha permesso di non preoccuparmi più dei soldi, ma dall’altro mi aveva costretto a vivere in una paranoia costante, non ne valeva la pena. E più fumavo più questa paranoia andava ad ingrossarsi, al che ho smesso di punto in bianco. Sono curioso di provare la cannabis light, ma non ho ancora avuto occasione.

FEDERICO*, 20 ANNI

Sono Federico, lavoro allo scarico merci di Malpensa per una ditta di spedizioni. Faccio uso principalmente di erba, ma quando mi capita di lavorare di notte o la mattina presto presto mi capita di usare cocaina. So che non è una condotta esemplare, ma per lavorare a questi ritmi aiuta. Mi ci sono avvicinato tramite amici di amici, che sono nel giro delle grandi feste rave a Milano, Torino e dintorni. Sinceramente mi fa un po’ paura, ho paura di rimanere incatenato alla sostanza sul lungo periodo, e infatti non vedo l’ora che mi scada il contratto, togliendomi la “scusa” della necessità per vedere come reagirà il mio corpo.

VERONICA*, 17 ANNI

Ultimo giorno di scuola, gli studenti dell'artistico colorano la città

Sono Veronica, frequento il liceo artistico Candiani (da ripetente) e fumo quasi tutti i giorni marijuana. La mia è una situazione un po’ particolare, i miei genitori si sono separati un po’ anni fa e probabilmente questo mi ha spinto ad iniziare. Sono stata sbattuta di qua e di là, e psicologicamente vedo il fumare come qualcosa di stabile nella mia vita, in più essendo una ragazza mi viene quasi sempre offerta, e quindi non mi sento in colpa di star bruciando soldi. L’ambiente della scuola si sa, è così, ma dall’anno prossimo voglio dare una sterzata al mio modo di studiare, anche perché non posso rimanere lì dentro troppo a lungo.

LUCA*, 21 ANNI

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Sono Luca, sono disoccupato e faccio uso di speed e ketamina, a volte anche Xanax. Sono un grande patito di musica techno, e questo mi porta a spostarmi per il Nord Italia nel week-end alla ricerca delle feste più matte. L’ambiente dei rave è così espansivo che ti fa sentire invincibile, e ti porta ad esperienze nuove, spesso in relazione a droghe sintetiche. Io durante la settimana riesco a controllarmi, non mi drogo, ma se sono ad un rave non riesco a non cedere. Non lo consiglio a nessuno, perché tra i postumi e i piccoli acciacchi fisici che queste sostanze portano c’è da star male tanto per capire che è solo una felicità momentanea e non la realtà.

FRANCESCO* 20 ANNI

Sono Francesco studio anch’io in Statale a Milano e lavoro part-time in un supermercato della zona. Tra i mille impegni e lo studio assiduo fumare erba mi aiuta a rilassarmi, lo faccio sempre in compagnia, con gli amici di sempre, nel week-end o quando sono particolarmente in paranoia per certi esami. E’ una cosa che ho imparato a gestire, non dò mai una priorità assoluta alla cosa. A mio parere il governo dovrebbe iniziare a favorire l’autocoltivazione, per sapere da dove viene e come è stato coltivato ciò che si consuma, senza contare il potenziale restringimento del potere capillare delle mafie.

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Pubblicato il 12 luglio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Questo articolo oltre che interessantissimo è un inno alla liberalizzazione delle droghe o quantomeno della cannabis. Visto che questa è una moda dilagante (in sostanza vi drogate per giustificare ed accettare il rapporto con gli altri e con la società) e visto che questa sostanza non rientra nel prontuario farmacologico della OMS, sono fondamentalmente d’accordo alla libera distribuzione controllata solo però a due condizioni:
    – che le eventuali azioni civili e penali derivanti dal fatto che siete sotto l’azione di sostanze stupefacenti vengano fatte pagare con un aggravante
    – che l’acquisto “legale” venga tracciato ed abbia un tetto massimo di consumo

    Non posso però soffocare il mio pensiero, il quale mi dice che le droghe sono una bomba sociale i cui effetti li vedremo a breve nei prossimo anni.

    È risaputo che molti lavori vengono costretti a ritmi assurdi e solo avendo degli “aiuti” si può pensare di resistere. Pensiamo ai camionisti e alla grande distribuzione.
    I fanatici di Amazon e dell’acquisto online non sono disposti ad aspettare, la loro paccottiglia la vogliono recapitata entro 24ore massimo.
    Nessuno pensa che in questo arco temporale, nascosto dietro a magazzini enormi, c’e un esercito di schiavi costretto a rispettare ritmi da catena di montaggio cinese.

    Pensiamo anche al lavoratore o al guidatore che possono restare uccisi da un operaio o un autista che quel giorno, non lucidi in quanto costantemente drogati per rendere al meglio, hanno sbagliato ad azionare un macchinario o sono usciti fuori strada.

    Questo è il “modello etico” delle società? Siete disposti ad avere lavoratori costantemente drogati pur di reggere i vostri assurdi ritmi lavorativi?

    La droga è un fallimento individuale ma ancor prima è un fallimento collettivo di una società che non si cura più dell’individuo e che alla prima difficoltà lo lascia in disparte.

    La droga è una vergogna sociale senza pari.

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