“Lo Stato è inesistente. Nessuno si è più occupato di noi”
Raffaella D'Auria, vedova di Coriglione Giuseppe ricorda quei giorni e lancia un'accusa precisa verso le istituzioni
Raffaella D’Auria e il piccolo Luigi da un anno sono tornati a Castellaneta, in provincia di Taranto. Non ne vuole più sapere di Varese. Ora lavora, vive con i suoi e sta cercando di rifarsi una vita. Due anni fa il "commando dell’Esselunga" gli portò via il suo Giuseppe lasciandola sola con un bambino di sei anni.
Insieme con la vedova di Mario Simonetta ha denunciato, in sede civile e penale, la società che gestisce il Corpo di vigilanza di Varese perché non avrebbero dato la giusta sicurezza ai loro mariti. "Ma la legge va con le calende greche e dopo due anni ancora non è stata fissata nemmeno un’udienza e non ne sappiamo più niente".
Raffaella ha ottenuto cento milioni, il valore che riconosce l’assicurazione in caso di morte sul lavoro alle guardie giurate. Tutto qui. Liquidata la faccenda con una manciata di denari. E Raffaella soffre ancora in modo profondo perché non solo non c’è giustizia, ma appare drammatica la latitanza di qualsiasi istituzione. "Lo Stato è stato inesistente, nessuno si è occupato di noi. Non una telefonata o una visita. Niente. L’assenza delle istituzioni è la cosa che colpisce di più. Noi dovremo credere allo Stato, ma come si fa? A parte le condoglianze di rito non c’è stato altro"
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