Bottino milionario a danno di due pensionati
Si fingono incaricati della lettura dei contatori dell’acqua e sottraggono due libretti al portatore del valore di novanta milioni e contanti e oggetti preziosi dalla cassaforte di due pensionati
| Diffidare sempre delle apparenze. Soprattutto quando alla porta di casa si presentano signori distinti, al di fuori di ogni sospetto, e che dicono di essere gli incaricati della società dell’acqua, piuttosto che del telefono o dell’elettricità. In molti casi può trattarsi di truffatori. Come è successo lunedì mattina a Ranco. A cadere nella trappola di quelli che si sarebbero rivelati abili manipolatori è stata una signora pensionata di settantanove anni. E il bottino è particolarmente alto: due libretti al portatore del valore di novanta milioni e contanti e oggetti preziosi per il valore di un paio di milioni.
Si sono presentati alla porta della sua abitazione intorno alle undici di mattina. Era sola. Il marito, anch’egli pensionato era al momento fuori casa. Si sono spacciati per gli incaricati della lettura dei contatori dell’acqua e con una scusa efficace e convincente sono riusciti ad introdursi all’interno dell’abitazione. "Dobbiamo restituirle dei soldi". E il rimborso su una bolletta dell’acqua precedente era per la precisione di sessantamila lire. I signori, però non hanno i soldi contati e consegnano alla signora un biglietto da cento. A cui l’anziana donna risponde con uno da cinquanta, per avere indietro un finale biglietto da diecimila. Insomma un abile giro, forse studiato ad arte, per arrivare all’inganno della banconota da cinquanta falsa. I finti incaricata riescono ad abbindolarla al punto da costringere l’anziana signora a dirigersi nella stanza della cassaforte per prelevare i soldi autentici. Il tutto però , sotto gli occhi indiscreti dei truffatori. E abile parlatori a quanto pare. Perché al suo ritorno uno dei riesce ad irretire con le sue chiacchiere la signora, mentre l’altro, avendo imparato la strade e il luogo in cui erano custodite le chiavi del piccolo deposito di famiglia, riesce a portare a termine il furto. E di questo la signora si accorgerà solo nel pomeriggio, quando insieme al marito troverà la cassaforte aperta. Intanto i signori, persone distinti, senza particolari segni identificativi, scompaiono nel nulla. Di loro non si sa praticamente niente. Neppure se, presso l’abitazione , sono giunti in macchina oppure a piedi. Dopo la sconvolgente sorpresa, scatta la denuncia presso la locale caserma dei Carabinieri di Angera. E si accende anche la speranza che i truffatori non abbiano ancora ritirato i soldi dei due libretti al portatore. Cosa non avvenuta presso i locali uffici postali, da cui è già partito il blocco del conto. Ma che in teoria potrebbe già essere accaduta presso qualsiasi altro ufficio postale del paese. |
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