“La nostra protesta contro il clima dittatoriale”

Dentro la scuola occupata mentre preside, professori e genitori si scontrano sui motivi dell'occupazione

La trattativa dura qualche minuto. Le porte a vetri della scuola sono blindate da un cordone di ragazze e ragazzi che non fanno entrare nessuno. Insistiamo. Alla fine ci fanno da entrare da una porta laterale. Vista da dentro la situazione é più tranquilla. I ragazzi sono tutti alle porte, una lunga fila di studenti. Genitori e professori sono fuori, discutono. I ragazzi si muovono con un’organizzazione perfetta. Entriamo in un’aula vuota. Sono cinque gli studenti venuti a spiegare cosa sta succedendo. Un ragazzo e quattro ragazze. Lui ha il maglione scuro, un orecchino, barbetta. Quando parla gli brillano gli occhi. Le ragazze sembrano più agguerrite. Si spiegano tutti molto bene.

"La protesta é scoppiata per l’orario sfavorevole ma non solo – spiegano -, il motivo più importante é il clima pesante che si instaurato nella scuola con l’arrivo, l’anno scorso, del preside Fumagalli. Un clima dittatoriale, in cui i bidelli segnalano al preside chi arriva in ritardo di un minuto, in cui i professori sono divisi tra chi sta con il preside e chi no. Ci sembra che non sia il clima educativo giusto per una scuola. Manca il dialogo con il dirigente scolastico. Se vogliamo parlare con lui dobbiamo metterci in lista d’attesa. Lo abbiamo scritto sul volantino, c’é un clima dittatoriale e non di dialogo educativo".

Qualcuno si accende una sigaretta. E’ permesso dal regolamento, all’articolo 3 della seconda parte relativa alla condotta: "E’ consentito fumare solo nella aule fumatori". Su questo punti gli studenti sono molto duri. "Siamo stati offesi dal preside, ci ha detto che stiamo facendo un centro sociale e questo é assolutamente falso. Abbiamo un regolamento dell’occupazione rigidissimo". Mostrano il documento. Articolo 4: "E’ vietato portare all’interno sostanze stupefacenti di qualsiasi ordine e tipo".

L’arrivo del preside, questa mattina, ha gettato scompiglio. "Chi erano le tre persone in borghese? – si chiedono – erano poliziotti? Vogliono fare irruzione? Perché?". Aldo Fumagalli sta parlando con alcuni studenti, qualche aula più in là. Quando esce dalla scuola gli studenti urlano. Come un grido tribale. Un genitore si avvicina alla finestra, saluta la figlia. Quando usciamo parla dei ragazzi. "Sono bravi – dice – protestano e lo fanno con ordine. Merito delle ragazze, comandassero sempre loro…".

Sul volantino della protesta c’é scritto: "Vogliamo vivere serenamente la nostra scuola. La scuola é fatta dagli studenti, per gli studenti, con gli studenti. Questo aspetto é stato ignorato e noi ve lo vogliamo ricordare".

Il documento: Regolamento dell’occupazione

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Pubblicato il 26 Febbraio 2001
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