Entro l’anno chiuso sulla carta l’anello ciclopedonale

Con la realizzazione a maggio del tratto di Gavirate la pista arriverà a circa un terzo dell'opera

Poco meno di trenta chilometri di percorso per una decina di miliardi di spesa. Questo sarà l’anello ciclopedonale che chiuderà il Lago di Varese e del quale è ancora difficile prevedere la realizzazione ultima. Di certo c’è l’obiettivo dell’assessore al territorio e all’urbanistica Floriana Delmirani di arrivare, entro l’anno, alla definizione degli impegni economici con gli enti comunali che tuttora mancano all’appello. Galliate Lombardo, Bodio Lomnago, Cazzago Brabbia sono infatti i comuni con i quali al momento attuale è stato definito solo il tracciato lungo il quale si snoderà il percorso ciclo-pedonale. Bardello, Biandronno, Azzate e Buguggiate sono invece i comuni con i quali la Provincia è arrivata definire il più del lavoro. Gli accordi economici, che prevedono un impegno di spesa equamente diviso fra i due Enti, sono infatti arrivati all’approvazione. 

Dunque la pista ciclopedonale è solo una realtà per Varese, realizzata dal comune nel 1997. Entro maggio, quando finiranno i lavori, lo sarà anche per Gavirate (nella piantina). O per lo meno, per il primo tratto da Oltrona ai canottieri. Per il restante, che arriverà alla chiusa del fiume Bardello, si dovrà attendere ancora del tempo. Alcuni chilometri in verità mancano anche al tratto varesino: da Groppello a Calcinate del Pesce, i cui lavori inizieranno a luglio e da Capolago a Buguggiate. Dicembre è invece il mese in cui è previsto l’inizio dei lavori per il tratto Bardello-Biandronno, dalla chiusa del fiume al trampolino di Biandronno. 

Insomma da quando i primi progetti videro la luce, nel 1996, la pista ciclopedonale può dirsi ad un terzo dell’opera. Di fatto costruire intese con nove enti comunale ha impiegato il suo tempo. Così come per i comuni definire i tracciati sui loro territori. Difficoltà particolari? "Gli espropri, come al solito rappresentano la parte più complicata – ha spiegato l’assessore Floriana Delmirana – di questo si è occupata la Provincia cercando di andare incontro ai privati con accordi bonari; per la definizione del tracciato, noi abbiamo elaborato una proposta sottoposta ai comuni, la sua definizione ha poi tenuto conto della salvaguardia ambientale e delle esigenze espresse dai comuni che sono interventi con i loro strumenti urbanistici". Non è stato sempre semplice definire il tracciato del percorso. Come nel caso di Cazzago Brabbia dove l’Amministrazione ha voluto la pista contigua alla strada provinciale. In questo caso sarà più complicato congiungere questo tratto con quello di Bodio che si inoltra, invece, nei boschi. 

E ultimamente la pista ciclopedonale ha suscitato anche polemiche. Che hanno avuto per oggetto la contiguità in alcuni tratti con la strada provinciale. Un esempio non casuale è quello di Gavirate. Pericolosa e non salutare dicono i cittadini gaviratesi. "Non direi che la pista ciclopedonale è pericolosa – ha detto l’assessore Delmirani – essa rappresenta ormai un elemento previsto nei regolamenti delle infrastrutture stradali, inoltre scontati sono tutti gli accorgimenti e le strutture necessarie per garantirne la sicurezza".

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Pubblicato il 07 Marzo 2001
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