Nube tossica a Sciaré, la bonifica é durata tutta la notte

Nube tossica sul quartiere Sciarè provocata dalla fuoriuscita di una sostanza chimica. Numerosi i malori. Cinque le persone ricoverate per accertamenti

Solo questa mattina intorno alle 8 é cessata l’emergenza nube tossica a Sciaré. Le operazioni di bonifica si sono concluse e la popolazione ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Ieri, dopo la fuoriscita di sostanza chimica pericolosa, il commissario prefettizio aveva emesso un’ordinanza di sgombero per un raggio di 50 metri dalla ditta. Alle 6 di questa mattina il provvedimento veniva ritirato e cominciava il ritorno alla normalità.

La pericolosa fuoriuscita di materiale tossico era iniziata ieri pomeriggio, nella ditta dei fratelli Bonafede di via Olona 135 che commercializza sostanze chimiche. Intorno alle 15.30, da un serbatoio uscivano trenta mila litri di "ipoclorito di sodio" che andava a mescolarsi con un’altra sostanza chimica stoccata nello stabilimento: il policloruro di alluminio. La miscela delle due sostanze dava origine ad una nube maleodorante che provocava qualche malore tra i dipendenti e la popolazione residente nel quartiere Sciarè. 
Immediatamente sul posto giungevano le ambulanze, i mezzi dei Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Gallarate. 

Cinque le persone intossicate che dovevano ricorrere alle cure ospedaliere per tosse persistente e secca: un passante che, avendo respirato la sostanza, precauzionalmente preferiva essere sottoposto ad accertamenti, una giovane dipendente che veniva visitata e poi dimessa dall’ospedale di Gallarate e un collega che rimaneva in osservazione. 

 Altri due lavoratori, le cui condizioni apparivano più critiche, erano trasportati all’ospedale di Busto Arsizio. Secondo i medici, si è trattato di un’intossicazione assimilabile a quella da candeggina.

A scopo cautelativo, le autorità facevano evacuare la zona sgombrando più di un centinaio di persone tra lavoratori e residenti. Vigili del fuoco e i tecnici dell’Asl iniziavano così  la bonifica della zona.
Sul posto giungeva anche il sostituto procuratore di Busto Arsizio Roberto Craveia per le indagini del caso. 

La fine dell’emergenza lascia spazio a qualche preoccupazione da parte dei cittadini di Sciaré. La ditta fratelli Bonafede era rimasta coinvolta già nel 1999 in un incidente con allarme nube tossica. 

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Pubblicato il 13 Marzo 2001
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