Prc: “No al ridimensionamento dell’Ospedale”

Dopo un incontro tra il consigliere regionale e la Rsu dell’ospedale, Rifondazione si oppone con un documento

Riceviamo e pubblichiamo

L’ospedale di Saronno sta vivendo un periodo difficile e rischia di vedere ridimensionato il proprio ruolo.

Il PRC Circolo di Saronno – alla presenza del Consigliere Regionale Giovanni Martina (membro della commissione regionale Sanità) – ha incontrato venerdì 16 marzo una rappresentanza della RSU dei lavoratori/trici dell’Ospedale di Saronno per approfondire la conoscenza dei disagi più volte denunciati.

E’ emerso che, a partire dalla legge Regionale 31 (controriforma sanitaria) l’Ospedale di Saronno – inglobato nell’A.O. di Busto A. – ha perso la propria autonomia gestionale e, da allora, è iniziato il declino. Gli investimenti sono stati dirottati verso il presidio di Busto:

  • le palazzine ora in fase di ultimazione sono investimenti decisi dalla precedente gestione
  • la radioterapia è stata operativa a Saronno fino al 97. Ora l’azienda ha acquistato ben 2 "acceleratori lineari" entrambi destinati a Busto. Ne consegue che, il reparto di oncologia recentemente inaugurato può offrire al paziente solo la chemioterapia mentre per la radioterapia il paziente deve fare il pendolare a Busto con tutti i disagi che ne derivano alle persone malate, a maggior ragione se anziane visto anche che i trasporti pubblici sono scarsi.
  • alla cronica carenza di personale si è risposto con l’assunzione di personale quasi tutto destinato a Busto. Il personale del presidio di Saronno è sottoposto a turni massacranti, alla rinuncia forzata delle ferie mettendo così a rischio anche la qualità dell’assistenza
  • si sta assistendo alla fuga dei primari il cui posto, in alcuni casi, è vacante da anni
  • è allo studio il progetto per l’accentramento della mensa per i malati a Busto!
  • parimenti si sta studiando di effettuare a Saronno solo i prelievi mentre gli esami verrebbero accentrati a Busto
  • investimenti vengono promessi ma nulla si dice riguardo ai tempi di realizzazione.

Da quanto sopra emerge chiaramente che l’O. di Saronno rischia un forte ridimensionamento che mette a rischio la qualità delle prestazioni sanitarie.

In più il Direttore Generale Bertoglio in un recente incontro pubblico, annunciando che l’azienda ospedaliera ha accumulato un deficit di 30 miliardi, ha paventato alcuni provvedimenti quali l’introduzione di nuove tasse, il ridimensionamento dei servizi prestati seguendo quelli che vengono definiti i Livelli Essenziali d’Assistenza (minando alla base il principio del Servizio Sanitario Pubblico), l’introduzione di eventuali restrizioni in base all’età ed al tipo di patologia.

Il Partito della Rifondazione Comunista condividendo le preoccupazioni dei lavoratori e dei cittadini si farà portavoce in tutte le sedi delle loro istanze affinché l’Ospedale di Saronno torni ad essere il perno del sistema sanitario pubblico radicato in un territorio, unico in regione, che interessa 3 province, 20 comuni con un bacino di 140.000 abitanti e che sia in grado di fornire tutta l’assistenza necessaria a soddisfare al meglio il bisogno di salute

Il PRC è intenzionato ad incontrare ora la Dirigenza ospedaliera per ottenere impegni precisi riguardo a:

  • Il futuro ruolo dell’ospedale di Saronno
  • La destinazione immediata di personale per coprire le carenze d’organico
  • La certezza di investimenti più volte promessi di acquisto di macchinario quali "acceleratore lineare", "risonanza magnetica"
  • L’introduzione della divisione specializzata nelle chirurgia toracica
  • Tempi certi di realizzazione degli interventi

 

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Pubblicato il 21 Marzo 2001
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