Cosa accade nel resto d’Europa
E' la Spagna il paese dove la privacy dell'elettore è meglio tutelata
| E’ interessante confrontare il nuovo sistema della tessera elettorale, che sostituisce il vecchio certificato, con i metodi usati in altri Paesi europei. Intanto c’è da dire che la dizione Unione Europea posta, nella tessera, sopra quella di Repubblica Italiana di fatto è una inesattezza perché nell’Unione per il sistema del voto e il controllo all’ accesso del voto stesso dei cittadini non c’è proprio unità. Quanto alla tessera vediamo nello specifico che coda accadde in alcuni Paesi.
FRANCIA – All’elettore viene consegnato un libretto valido per 10 turni elettorali e rinnovabile. GRECIA – A chi ha diritto al voto è dato un libretto che dura per tutta la vita: si tratta di un documento paragonabile al nostro libretto di lavoro. L’obbligo del voto è stato soppresso di recente, ma chi non vota può ricevere la visita della polizia. SPAGNA – All’elettore, che sa già in quale seggio può votare, basta presentare la carta di identità. E chi non vota non ha problemi. GERMANIA – Al seggio si firma il librone nel quale si attesta che si ha diritto al voto. La firma serve per evitare eventuali falsi. Il sistema ricalca quello italiano delle precedenti elezioni. DANIMARCA – E’ applicato il sistema tedesco. In sostanza i nostri legislatori si sono rifatti alla Francia. Il controllo di accesso al voto e la tutela vera della privacy vengono correttamente applicati solo in Spagna. |
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