Ds: segretario cercasi
Le dimissioni di Daniele Marantelli, preannunciate da Varesenews, sono state formalizzate dal leader della Quercia
Daniele Marantelli lascia la segreteria dei Ds. Lascia un partito in uno stato di salute strano. Certamente ai minimi storici se si guardano i voti del proporzionale, ma paradossalmente proprio le elezioni politiche potrebbero portare a molte indicazioni sul nome del successore. In provincia i candidati della Quercia sono andati bene. Non solo non hanno perso voti, ma in diversi casi hanno ridotto un distacco che era (e resta comunque) abissale.
Non solo, ma anche nelle amministrazioni locali, si veda Vergiate per tutte, sono stati ribaltati pronostici di ben altro orientamento. Si aggiunga il fatto che hanno girato tra i cittadini, si sono fatti conoscere anche dagli alleati e allora si capisce perché uno di loro potrebbe essere il candidato naturale al posto di Marantelli.
Certo non solo i diessini non possono dormire sonni tranquilli, ma mai come ora stentano a capire quale sarà stavolta il loro guado. L’Ulivo, una forza socialista con Amato leader, il ritorno di D’Alema. Ancora una volta la politica nazionale influenzerà ogni decisione anche a Varese. Alla faccia del decentramento. Ma la politica ha le sue regole e pensare che da via Monterosa possa partire un’inversione di tendenza sarebbe chiedere troppo.
E così la prudenza regna. Sembra che non ci sia alcun toto candidato e questo è credibile visto che stavolta la patata sarà davvero bollente. "Abbiamo molte persone preparate e capaci, molti militanti con grande passione politica". Sono parole che si sentono in casa Ds. Parole che sottoscrive anche Manolo Marzaro, uno degli uomini in pole position per la segreteria.
"Io sto con Manolo" è stato lo slogan della campagna elettorale dell’Ulivo al collegio del Senato a Varese. Spillette, volantini e manifesti potrebbero tornare a farsi vedere per appoggiare un dirigente amato dalla sua gente. L’ex sindaco di Cittiglio sembra avere tutte quelle caratteristiche che ne fanno un leader. Lui si schernisce e afferma che non si è autocandidato e che la scelta del segretario deve uscire da un profondo dibattito politico che non ceda a facili personalismi.
Manolo Marzaro crede che la politica della sinistra debba ripartire dal basso e non dagli accordi tra le segreterie e i leaders altrimenti resta dove sta e non aumenta credibilità. Non sarà ancora molto per un programma di svolta, ma l’inizio non è male.
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