Galà e pseudo intellettuali davvero non ci mancano
A quattro giorni dall'apertura iniziano le polemiche intorno ad Amor di libro
| Sabato alle 10 prende il via Amor di libro. La popolare rassegna è giunta alla terza edizione. Il suo successo è stato straordinario. Nei due anni passati la tenda di piazza Repubblica non solo ha visto passare quasi centomila persone, ma sono stati realizzati oltre ottanta incontri e venduti migliaia di libri. Un risultato che si commenta da se. Non sono mancate le critiche e alcune anche corrette. Amor di libro fatica a uscire dai suoi confini provinciali. Questo è un limite, ma anche la sua forza. L’assessore Armocida ha fatto una scelta precisa e ha voltato le spalle a una cultura salottiera fatta di pochi "intellettuali". Perfettamente in linea con uno stile varesino ancora prima di iniziare, questa terza rassegna è già costellata di critiche e polemiche. Spiace dover costatare che di tanta parte della città i nomi che si esprimano siano i soliti noti. Ma la questione centrale non è questa. Amor di libro sarebbe un’accozzaglia di idee senza un filo logico, dove ballerine, nani, cabarettisti e poeti dell’ultim’ora avrebbero il loro palcoscenico alla faccia della cultura. Amor di libro sarebbe priva dei grandi nomi. Amor di libro è una trovata che nulla c’entra con il libro e che mette insieme universitari e giornalisti alla faccia della letteratura. E via di questo passo. Un limite di questa rassegna c’è ed è evidente: troppi appuntamenti. Il rischio vero è questo. La partecipazione potrebbe risentirne e i cacciatori nostrani sono già lì pronti con le loro cartucce ad impallinare organizzatori e assessore. Ma cerchiamo di andar con ordine. Amor di libro 2001 ha tra i propri relatori uno dei massimi intellettuali italiani. Vincenzo Cerami non ha bisogno di tante presentazioni. Ma non c’è solo lui e sarebbe lungo parlare di tutti. Vogliamo solo far notare alcuni principi su cui poggia le radici questa iniziativa. L’anima di Amor di libro è la presenza di tutte le associazioni culturali che hanno voluto proporre qualcosa. Un’anima che è l’essenza stessa della cultura. Una cultura non fatta solo da addetti ai lavori, ma aperta e attenta ai cittadini. Allora si capisce perché ci sono tutti gli editori locali a convegno, perché c’è una rassegna, con i libri, perché ogni incontro ha al centro il libro, sulle religioni a confronto. Allora si capisce perché c’è Amnesty international con il suo libro della Rizzoli contro la tortura. Allora si capisce perché c’è il commercio equo e le iniziative con Italo Moretti sul Sud America e sulla globalizzazione. Allora si capisce perché si presenta in anteprima nazionale la Fondazione don Milani a cui Varese ha dedicato l’ultima scuola materna costruita in città. Allora si capiscono i salotti di Mauro della Porta Raffo con i suoi giornalisti. Allora si capiscono gli incontri sui miti proposti da Terra Insubre. Allora si capisce il lavoro su Luigi Einaudi proposto dai cugini ticinesi. Allora si capisce perché la Biblioteca ha organizzato due percorsi paralleli dedicati ai ragazzi e poi ad un concorso letterario per gli adolescenti. E per finire si capisce anche perché autori di cabaret che presentano i loro libri. Ecco Amor di libro è anche queste cose. E si capisce perché anche tutti i librai si mettono insieme e fanno uno sforzo enorme e garantiscono una presenza tra la gente per oltre due settimane. Dire che non c’entra niente con il libro è una stupidaggine, basta vedere il libretto che lo presenta, o visitare il sito internet. Ogni incontro, tolte le serate teatrali di Altri percorsi e la musica, ma che sono eventi paralleli e non portanti, ha al centro il libro. Sono state contattate e coinvolte le principali realtà editoriali del pese e non è solo una questione di soldi se non ci sono quei cinque sei scrittori di successo. È ancora poco? Può darsi. Si facciano allora avanti quelli che hanno idee e proposte migliori, ma cessino di starnazzare quelli che hanno già fatto vedere quanto sono bravi a organizzare galà ed eventi mondani spacciandoli per cultura. E non basta un libro di successo per ergersi a intellettuali. Abbiamo già visto scimmiottare i premi letterari e ci basta. Festivaletteratura è a Mantova e il salone a Torino. Varese lavora per far crescere una sua creatura, che è diversa e questa è la sua bellezza. Non servono facili morali su quale anima le manchi. |
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