E adesso il commerciante é bengalese

Da qualche mese un alimentari con prodotti indostani e africani nel centro della città

Cormander da macinare, cacroc, farina verde di banana, bendi freschi da friggere, cianaciur per misto pakistano. Dove comprarli? Una preoccupazione che l’italiano medio probabilmente non ha, ma che le comunità dei paesi indoasiatici e dell’Africa nera invece sentono. Mangiare secondo le proprie tradizoni, una questione di gusti, ma anche di cultura. A Gallarate é possibile da febbraio, nel negozio Eur Bangla Grocery del signor Mohammad Noor (foto sotto), in via Ivrea, a due passi dalla Procura e dai giardinetti di viale Milano. 

Perché un alimentari dedicato agli immigrati? "Perché altrimenti dovevamo andare a Milano a comprare i prodotti tipici di India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka o Senegal, ma noi lavoriamo tanto e non c’é il tempo". A parlare é il signor Noor, proprietario del negozio. Originario del Bangladesh, in Italia da qualche anno, lavorava fino a un anno fa in un’azienda meccanica di Solbiate Olona. "Troppo pesante, mi sono ammalato due volte, l’ultima volta ho preso una bronchite acuta e mi sono spaventato. Il medico mi ha detto: cambia lavoro o sono guai".

E così, grazie a un prestito del fratello, qualche aiuto da un parente, un fido dalla banca, il signor Noor é riuscito ad aprire il piccolo alimentari di due stanze. Il bancone é sovrastato da quattro orologi con i fusi orari di Italia, Senegal, Bangladesh, Pakistan. A sinistra tre postazioni telefoniche. "Rendono poco" ammette però l’esercente. Il bello é nell’altra stanza. Si va dall’olio di palma africano, ai prodotti per la salute, ai profumi di sandalo, alle spezie indiane di ogni tipo. Le verdure sono importate direttamente dal Bangladesh. Il fornitore sta a Roma e viene una o due volte la settimana. 

Come si diceva, sono africani e indostani i gruppi etnici a cui si rivolge il negozio. "I magrebini? No, loro sono come gli italiani: vanno al supermarket e prendono di tutto. Per noi é diverso, abbiamo bisogno di mangiare anche cibi della nostra tradizione, non possiamo farne a meno". 
I clienti vengono da Gallarate ma anche dalle città limitrofe: Busto Arsizio, Samarate, Tradate. I prezzi sono a buon mercato, soprattuto per quanto riguarda il riso, che costa la metà. 
E a Gallarate la figura dell’esercente extracomunitario sta cominciando a farsi strada. Quattro call-center, alcune macellerie islamiche, due alimentari pakistani e ora il bengalese. La città che cambia.

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Pubblicato il 18 Giugno 2001
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