Agesp holding, tutti contro la Lega
Il Polo per le Libertà si dissocia non partecipando, insieme al centro-sinistra, al voto. Proteste degli inqulini Aler
| Strana coincidenza, ieri sera a Palazzo Gilardoni. Proprio nella giornata della definitiva approvazione della variante integrativa al Piano Regolatore Generale, relativa alla ristrutturazione del centro Direzionale, si ratificava anche la surroga del consigliere ed ex-parlamentare leghista Marco Sartori, il più accanito detrattore del piano delle Nord, presentato dall’amministrazione Tosi. Per la cronaca, Marco Sartori, espulso dalla Lega con l’accusa di cospirazione contro Gianfranco tosi, aveva denunciato "strani interessi affaristici" intorno al progetto delle Nord, indicandolo come un’enorme speculazione edilizia con una colata incredibile di cemento.
Stupisce, quindi, oggi come il consigliere Marco Sartori, dopo i durissimi je-accuse, sia ritornato nel confortevole abbraccio della Lega, con la designazione di Capo Gabinetto nella segreteria del Ministro Maroni. Strana serata, che ha avuto anche la partecipazione di una protesta degli inquilini dell’Aler per la mancata manutenzione degli stabili popolari e per l’aumento dei canoni di affitto. Una protesta con striscioni e cartelloni all’esterno del palazzo municipale e con un tentativo, all’interno della sala esagonale, di intervento diretto da parte di alcuni inquilini, subito stroncati da Francesco Speroni che rammentava come il pubblico non può avere parola, e così allontanati dai messi comunali. Detto questo, la serata dedicata alla discussione della variante delle Nord si è conclusa come da copione, licenziata dalla maggioranza leghista con l’appoggio del Polo per le Libertà. Astenuti, invece, i gruppi consiliari del partito popolare e diesse e sinistra indipendente, dopo essere visti bocciare una proposta di risoluzione per il Piano. Che cosa chiedeva l’opposizione di centro-sinistra? Per dirla con le parole di Alberto Grandi, diessino "l’idea del piano è corretta ma per favorire lo sviluppo della città è necessario abbandonare l’idea del Centro direzionale dove è stato posizionato". Infatti, la risoluzione d’intervento con l’interscambio ferroviario che posizionerà la stazione di Castellanza vicinissima alla città di Busto renderà la zona intorno alla stazione Nord esistente del tutto priva di valore. Nella proposta di risoluzione si chiedeva, poi, alla Giunta un impegno preciso, ossia di presentare il programma attutivo entro il 31 dicembre di quest’anno, e ai cittadini almeno 45 giorni prima per permettere la maggior partecipazione pubblica possibile. Tempi stretti, quindi, per evitare il vuoto dovuto alle elezioni amministrative del prossimo anno, e per permettere alla prossima Giunta, di attuarlo senza ulteriori passaggi tecnici. L’ultimo punto della risoluzione del centro-sinistra era, invece, dedicato al verde: per evitare l’eccessiva frammentazione delle aree a standard dell’intero comparto e realizzare un disegno forte in grado di valorizzare l’immagine complessiva della città sia dal punto di vista formale sia funzionale, l’opposizione ha chiesto di concentrare tutto la vegetazione in un’unica zona in modo da formare una sorta di polmone verde, un gran parco come sono presenti nelle aree metropolitane delle città dell’Europa settentrionale. Ma nulla è stato recepito dall’amministrazione Tosi, che ha bocciato ogni proposta del centro-sinistra, con l’appoggio dei nuovi e vecchi alleati del Polo. Una sintonia, tra Lega e Polo, che però è durata lo spazio di una votazione o di un sospiro. All’ultimo punto dell’ordine del giorno di Consiglio c’era anche l’approvazione del contratto di servizio con l’Agesp holding Spa: sia il centro-sinistra, con Nicola Ruggiero – diesse – e Walter Picco Bellazzi – Ppi – hanno chiesto un rinvio per approfondire la visione dei documenti del contratto, pervenuti con tempi ridottissimi dal punto di vista formale. Ma Mister Regolamento, il Presidente Francesco Speroni, pur ammettendo che i tempi di consegna all’opposizione erano ai minimi storici, erano stati rispettati: quindi pollice verso alla richiesta di rinvio. Ma ecco Gian Franco Bottini – Forza Italia – pronunciare una durissima requisitoria: "meno di 20 ore per poter accedere alla documentazione, e da una prima visione superficiale, già si delineano alcuni punti che non corretti che obbligheranno il contratto a ritornare indietro e a ridiscuterlo". In sintesi, la delibera presentata da Gianfranco Tosi avrebbe dovuto essere discussa già nell’ottobre scorso, in ritardo con i tempi tecnici, e tenendo presente che è un contratto che vincola il Comune per vent’anni, l’opposizione chiedeva un rinvio post-balneare, a settembre. Ma ancora, una volta, posta in votazione, la maggioranza leghista supporta la decisione del Sindaco e del Presidente di Consiglio. Stizzita, a quel punto, l’intera opposizione si alza dagli scranni e abbandona la sala. La delibera del contratto di servizio dell’Agesp sarà liquidata in pochi minuti solo con il favore della Lega Nord. |
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