Bambini e anziani compagni di giochi per un mese

Si é concluso il settimo stage intergenerazionale al Melo. Il bilancio degli organizzatori

Festa di chiusura, venerdì scorso, per gli stages intergenerazionali organizzati dal centro di solidarietà "Il Melo". Un’iniziativa giunta al settimo anno che sta riscuotendo sempre più consensi. L’obiettivo é quello di promuovere l’interazione tra le generazioni come occasione quotidiana di incontro e stimolo reciproco. Ma non può sfuggire che un percorso strutturato di dialogo tra grandi e piccini sia un segno visibile di quanto la società é cambiata.

Il nonno o la nonna che racconta le favole ai nipoti era una scena abituale fino a qualche anno fa nelle case degli italiani.  La vicinanza di anziani e bambini, oggi, in molti casi, ha bisogno di essere codificata, programmata. Anche con un filo conduttore favolistico come "Alice nel paese delle meraviglie", scelto quest’anno per fare da ambientazione delle attività.

In questo quadro, forse preoccupante, forse semplicemente di svolta epocale, Il Melo lanciò l’idea di tenere i propri parchi Robinson, come si chiamavano una volta, nella residenza sanitaria. Cinque settimane di svago, animazione, due momenti settimanali fissi di gioco comune tra i piccoli e gli anziani, e poi la festa del venerdì, con animatori, gli asa; tutta la struttura che si raccoglie intorno al teatrino.

"Il contatto con i bambini fa rivivere – spiega Marina Foglia, responsabile degli stages intergenerazionali – per la quarta età è un momento speciale e prezioso, che provoca anche negli anziani la rievocazione di episodi della propria infanzia". I laboratori intergenerazionali sono fatti di momenti semplici e significativi: lettura animata di fiabe, il "merendone musicale", coreografie. 

La festa del venerdì, il momento clou della settimana, gestita dai 12 ragazzi dell’agenzia animativa de Il Melo, è una curiosa miscela di teatro di strada, cabaret alla buona, costumi e bizzarri travestimenti. "Le scenografie vengono preparate con un lavoro comune tra gli anziani e i bambini. Utilizziamo collage e pannelli a mosaico, e progettiamo insieme la composizione".

Il dialogo tra generazioni è anche dialogo tra tempi. Televisivi, quelli dei bambini, ospedalieri, quelli degli anziani. Il contatto produce frutti buoni e duraturi. "Per i bambini diventa una lezione di tolleranza – spiega Marina Foglia – si abituano ai tempi dell’anziano, imparano a rispettare la lentezza, imparano a convivere con i disabili. La loro presenza, invece, ricrea negli ospiti della casa di riposo la dimensione del futuro, l’attesa per i bambini, per il loro arrivo".

Il motore di tutto rimane l’agenzia animativa. E, tanto per ribadire che il loro mestiere lo sanno fare, i creativi del Melo hanno anche messo in piedi quattro spettacoli che portano in giro per la provincia. I titoli? La cà di matt, Che scoperta, Dalla padella nella brace, Tele riporto. Nome della compagnia: Melo ricordo. Naturalmente.

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Pubblicato il 16 Luglio 2001
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