| Riceviamo e pubblichiamo
Quando i fenomeni sociali, in particolare quelli più rilevanti, quelli "epocali", non vengono governati, ideali, sentimenti, solidarietà vengono dimenticati, si confondono i giovani, si mettono in discussione i principi stessi, che regolano la democrazia. In questi giorni è divenuta esempio triste, di quello che sto dicendo, Varese, per l’opposizione di alcuni gruppi di opinione, all’apertura di un ambulatorio medico dedicato agli immigrati irregolari. Una legge sull’immigrazione, oggi totalmente inadeguata, vecchia, che i governi di sinistra si sono guardati bene, un po’ per demagogia, un po’ per incapacità di adeguare ed attualizzare, sta conducendo, in una cittadina notoriamente generosa come Varese, alla più classica delle guerre tra i poveri. I poveri di casa nostra, gli anziani con la pensione sociale (da fame), le famiglie numerose ed indigenti contro i poveri che vengono da lontano, i disperati, gli immigrati clandestini, per un bene primario garantito dalla Costituzione: il diritto alla salute. Il termine clandestino evoca poi, nelle persone, l’immagine del fuori legge, persino del delinquente. Certo, la delinquenza prospera tra i clandestini, come potrebbe essere altrimenti! Ma la verità è che queste persone sono clandestine rispetto ad un sistema che non dice che li accoglie, ma che non dice neppure con la necessaria fermezza che debbono andare via. Se domani, una legge regolarizzasse le situazioni, ecco che improvvisamente questi stessi clandestini, grazie ad un pezzo di carta, guadagnerebbero il diritto al rispetto umano, alla tolleranza e, perchè no, all’assistenza sanitaria (che comunque non potrebbero pagare non possedendo un lavoro regolare). Tutto questo, credo, sia veramente grottesco. Così l’opposizione di alcuni movimenti di opinione alla organizzazione di un centro di controllo sanitario per extracomunitari irregolari, trova certamente valide motivazioni persino di carattere etico e morale ed un ampio consenso tra le gente giustamente irritata da una situazione non più sostenibile come del resto trovano altrettante validità etica e morale le argomentazioni di chi, per ragioni di carattere umanitario, si schiera a favore dell’apertura dell’ambulatorio. Impostando così la cosa, dipende solo da quale parte di questa "guerra" tra i poveri ci si voglia schierare. Forza Italia si schiera con i poveri, tutti, ed alcune osservazioni mi auguro possano servire ad affrontare il problema secondo una diversa angolazione, che permetta un sereno confronto. La prima, ovvia, al limite della banalità, è che la Casa delle Libertà ha vinto queste elezioni. Sappiamo che il governo Berlusconi ha tra le sue priorità il controllo dei fenomeni immigratori nel nostro Paese, attraverso l’adozione di leggi efficaci e chiare che diano finalmente certezze a tetti. La seconda è che, se mancano le strutture sanitarie (e mancano) che diano risposte adeguate alla nostra gente, bisogna richiederle subito con fermezza. Non può e non debbono tali risposte primarie essere messe in contrapposizione con quelle date agli extracomunitari irregolari. Ci si deve chiedere allora come facciamo ancora a tollerare, e questo è vero, che la nostra gente non abbia ancora le risposte dovute in ambito sanitario. La terza, credo tagli un po’ la testa al toro, è che, anche se in questi anni il pericolo è stato sottaciuto, gli immigrati sono portatori di diverse patologie infettive, sradicate nel nostro paese, ma ancora presenti nel loro. Tali malattie si trasmettono, se non controllate, diagnosticate e curate, anche agli anziani ai bambini e a noi tutti. L’importanza di un ambulatorio in grado di intercettare questi pericoli reali e talora, se trascurati, letali, è elevatissima per tutelare la salute dei nostri cittadini, soprattutto quelli con condizioni di vita più indigenti, e per dare risposte umane e solidali a tanti disperati che, per colpa delle nostre leggi e di chi ha governato sino ad oggi, sono ancora qui in condizioni di vita ben al di là di quello che una nazione civile dovrebbe consentire. Rienzo Azzi Responsabile provinciale Dipartimento sanità Forza Italia
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