Un polo formativo per curare i minori audiolesi

Siglato il protocollo d'intesa tra la Provincia, l'Aziernda Ospedaliera e la Fondazione Ricci sulla riqualificazione del centro di audiofonologia

Il Centro di Audiofonologia Ricci di Castellanza sarà riqualificato per continuare ad offrire ai pazienti quegli standards di servizi e di assistenza, che lo hanno sempre contraddistinto. Questa mattina, a Villa Recalcati, è stato siglato il Protocollo d’intesa dal Presidente della Provincia di Varese Massimo Ferrario, dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Circolo di Busto Arsizio Ambrogio Bertoglio e da Pietro Rabbolini rappresentante della Fondazione Ricci. Il documento sottoscritto prevede l’impegno di ciascun ente, in base alle proprie competenze, di collaborare ad attuare le prestazioni e i servizi legati alla diagnosi, la cura, e la riabilitazione di minori affetti da sordità.

Il Presidente della Provincia di Varese Massimo Ferrario nel siglare il Protocollo di Intesa ha sottolineato: "L’unitarietà della strategia tra la Provincia, l’Azienda Ospedaliera e l’Asl nella cura della sordità infantile. Il bimbo audioleso non è un semplice paziente, ma rappresenta con la sua famiglia un ‘universo’ da seguire con attenzione attraverso la predisposizione di un servizio socio-sanitario, ma anche educativo e riabilitativo sempre migliore. Con questo accordo sarà rispettato lo spirito della donazione della signora Ricci, che era quello di realizzare un centro, a valenza provinciale, che potesse gestire complessivamente le problematiche connesse alla sordità dei minori integrando le funzioni sanitarie con quelle sociali".

La Fondazione Ricci nell’approvare il Protocollo: "Intende mettere a fuoco un punto nodale per il futuro del Centro Ricci: che lo spazio da ricavare all’interno dell’Ospedale di Busto Arsizio sia attivo per quanto riguarda gli aspetti strettamente sanitari, mentre presso la sede di Castellanza, ci si occuperà di formazione degli operatori e del collegamento tra gli audiolesi e la comunità locale organizzata."

La sordità infantile è un problema diffuso in Provincia di Varese. Nel 2000 sono stati 41 i bambini audiolesi in assistenza domiciliare a carico della Provincia di Varese, con interventi predisposti dai servizi sociali dei Comuni. Nelle scuole dell’obbligo, lo scorso anno, sono stati iscritti 54 alunni ipoacusici con certificazione di handicap uditivo. I bambini sordi in terapie riabilitative presso strutture sanitarie del territorio provinciale erano 148, nel ’97. Sempre in quell’anno gli adulti audiolesi tutelati dall’Ente nazionale sordomuti di Varese erano 235.

La Provincia di Varese – proprietaria dell’immobile di via Don Minzoni a Castellanza –, attraverso l’attività dell’assessorato alle Politiche Sociali, si è fatta interprete dei bisogni e delle necessità dei pazienti affetti da sordità infantile congenita o acquisita nella prima infanzia e ha promosso nel corso degli anni importanti e innovativi progetti atti a creare un percorso integrato multidisciplinare socio-sanitario-educativo-abilitativo per la cura dei bimbi audiolesi. L’obiettivo del Centro di audiofonologia di Castellanza è sempre stato quello di portare un contributo alla soluzione dei problemi legati all’assistenza dei minori con l’apporto delle competenze di diversi professionisti che siano in grado di guidare la famiglia, il bambino nel percorso di cura e aiuto in tutte le fasi che vanno dalla diagnosi, all’impianto della protesi fino alla terapia riabilitativa e l’inserimento dei bimbi al nido o alla scuola materna. Va in questa direzione la sigla del Protocollo di Intesa che permetterà all’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio di assicurare all’interno dell’organizzazione ospedaliera gli interventi sanitari per la prevenzione, la cura e la riabilitazione precoce dei bambini affetti da sordità. Mentre il ruolo fondamentale della Provincia resterà quello di programmare e coordinare le Politiche Sociali sul territorio provinciale.

In quest’ottica la Provincia, all’interno della villa di Castellanza, oltre a creare raccordi con gli enti (Comuni-Scuole-Azienda Ospedaliera) per l’assistenza ai disabili e alla gestione dei rapporti tra audiolesi e comunità locale organizzata darà vita a un polo formativo in grado di assicurare la preparazione e l’aggiornamento professionale degli operatori addetti ai servizi socio-assistenziali. Ricordiamo che la Provincia ha già organizzato "Corsi di formazione integrata per operatori sociali" che svolgono attività di sostegno educativo-didattico con minori affetti da sordità attraverso le lezioni di qualificati professionisti.

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Pubblicato il 13 Luglio 2001
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