| Calano le denunce per usura e malgrado ciò Varese è in testa, nella classifica del 2000, con 23 casi. E’ quanto risulta da un’indagine del Centro Studi della Polizia che mette in luce un’inquietante realtà: in Lombardia le denunce per usura sono state 62, in calo rispetto alle 158 del ’96 e le 92 del ’97. Questo non significa certo che l’attività degli usurai sia in crisi, ma solo che le vittime hanno sempre meno fiducia nella giustizia. Sempre secondo lo studio infatti, solo il 5 per cento dei casi approda in tribunale e quando si arriva alla sentenza spesso l’usuraio se la cava con una condanna inferiore ai tre anni e finisce agli arresti domiciliari. Per questo le associazioni anti usura si stanno battendo affinchè la legge venga modificata. "Pene più severe, è questa l’unica strategia che può dare risultati – spiega Marcello Bonicoli responsabile della sede milanese dello Snarp, il sindacato nazionale Antiusura Riabilitazione Protestati-. Per questo noi abbiamo già presentato delle proposte e sollecitato un inasprimento delle pene". Perché Varese è in testa alle classifiche? "Che il racket prosperi nella provincia di Varese più che nel resto della Lombardia è abbastanza noto – conferma Bonicoli -. Probabilmente la rete è meglio organizzata, certo sarà più difficile smantellarla se le denunce invece di aumentare diminuiscono". E’ evidente che a prevalere è la paura e se i casi denunciati a Varese sono "solo" 23 (nel ’98 erano 24, e zero nel ’99) non è sbagliato supporre che le vittime degli strozzini siano molte, molte di più. Dopo Varese seguono nella classifica Bergamo con 19 casi, Mantova con 11, Sondrio con 5, Brescia con 3. "Spesso – conclude Marcello Bonicoli – i commercianti non sanno che possono rivolgesi al fondo di prevenzione e di solidarietà e che attraverso la mediazione di qualche associazione possono uscire dall’isolamento. Ma resta la denuncia il primo passo da fare". Un passo che in molti hanno fatto indietro. |
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