Comunicatori si diventa

Approvati dal Ministero tre nuovi corsi di laurea dell'Università dellì'Insubria. Oltre ad odontoiatria e biotecnologie, con il prossimo anno accademico partirà scienze della comunicazione, un indirizzo tra i più richiesti

Era già una materia cara agli antichi greci.  I discepoli venivano istruiti all’arte oratoria, fondamentale nelle relazioni sociali. Ed oggi la comunicazione torna prepotentemente tra le materie fondamentali della nostra formazione culturale. A pensarci è stato già dieci anni fa Umberto Eco dieci che ne fece un corso di laurea a Bologna, e da lì altri atenei hanno seguito il cammino.
Ultima in ordine di tempo l’Università dell’Insubria che , nel prossimo anno accademico, varerà un corso specifico dedicato alla comunicazione :" Qualcosa di differente dalle offerte attuali del mercato milanese" assicura il rettore Renzo Dionigi. 
Ottenuto il benestare del ministero, individuata in villa Toeplitz la sede, il corso di laurea in Scienze della Comunicazione sarà riservato a sessanta studenti: "Il numero chiuso si è reso necessario per garantire la qualità dell’insegnamento. " 
Il dieci settembre, quindi, si svolgerà il test che dovrà verificare l’ottima cultura di base nelle discipline umanistiche ed il buon livello di conoscenza delle diverse discipline scientifiche. "Il nostro laureato sommerà competenze tecnico scientifico informatiche a conoscenze umanistiche – spiega Dionigi – cioè saprà districarsi sia tra i numeri sia tra i concetti." 
Il piano di studi, infatti, spazia dalla linguistica, alle scienze economiche, dalla filosofia alle scienze informatiche, dalla psicologia alle telecomunicazioni, dalla storia dell’arte, alla matematica, dallo spettacolo, cinema, fotografia , televisione e musicologia alla fisica applicata, dalle scienze giuridiche alla chimica dell’ambiente e dei beni culturali.

"C’è un bisogno sempre maggiore di comunicazione di un certo livello. Il progresso spesso mostra i limiti di quanti, cresciuti in ambiti professionali tradizionali, improvvisano adattandosi ai cambiamenti dei sistemi e delle regole del gioco. Si sente l’esigenza di affinare la tecnica e di imporre un codice deontologico, giuridicamente vincolante, che fissi le linee guida del settore."
L’evoluzione selvaggia delle regole, infatti, è ciò che preoccupa maggiormente perché è figlia del dilettantismo.
Voluto fortemente dallo stesso rettore, il corso è stato pensato per rispondere alle caratteristiche di sviluppo territoriale, sempre meno industrializzato e sempre più avviato a fornire servizi: la vicinanza con il Canton Ticino dilata, inoltre, il potenziale bacino di richiesta da parte di enti pubblici e privati, di aziende editoriali o di relazioni pubbliche, di imprese radio televisive o di reti multimediali.
In via Ravasi fervono i lavori per  completare l’iter organizzativo: "Il Ministero ha appena approvato il regolamento accettando i nostri tre corsi nuovi (odontoiatria, biotecnologie oltre alle scienze della comunicazione) – spiega Dionigi – sono già in arrivo un docente di Trieste, uno di Sassari e uno di Pavia. Contiamo, inoltre, di acquistare Luigi Zanzi, storico di fama, docente pavese, che ha già collaborato moltissimo con l’ateneo soprattutto relativamente a questo corso."

 

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Pubblicato il 02 Agosto 2001
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