In sette mesi 35 vittime della strada

Aumenta il numero degli incidenti stradali. Il bilancio del 118

Ogni anno un intero paese si perde per strada. Lo dice, in questi giorni, uno spot del Ministero che mostra vie, chiese e scuole deserte. Troppi gli incidenti stradali, il cui numero non accenna a diminuire. E Varese non fa eccezione. I dati resi noti dal 118 parlano chiaro: in sette mesi, dal 1° gennaio al 31 luglio di quest’anno, le vittime degli incidenti sono state 35. Morti di ogni età, ma soprattutto giovani, le tristemente note "vittime del sabato sera". Il dottor Claudio Mare, responsabile del servizio di emergenza sanitaria di Varese,  ha ormai ben presente la mappa dei punti caldi della provincia: «Li conosciamo bene noi e naturalmente la polizia stradale – spiega -. Sono tutti quei tratti di strada che invitano alla velocità, se poi attorno ci sono discoteche allora il cocktail mortale è fatto. Non è un luogo comune, basta guardare i nostri tabulati – dice ancora Mare –  Gli incidenti, quelli più gravi e spesso con esito fatale, avvengono il venerdì o il sabato sera».
Nei primi sette mesi di quest’anno il 118 è intervenuto per 3350 incidenti stradali, nello stesso periodo, lo scorso anno, erano stati 2740: 610 incidenti in più nel 2001, e non è ancora finita. 

 3600 le persone coinvolte, 35, come si diceva, i morti. 
«Un vero bollettino di guerra – commenta  ancora Claudio Mare  – È evidente che di lavoro da fare sulla prevenzione ce n’è ancora molto». 
Una cosa è certa: l’intervento dei sanitari del 118 ha spesso evitato che il bilancio fosse più pesante. La gente ormai ha imparato a comporre velocemente quel numero, facile e che quindi resta impresso nella mente. Tantissime le richieste di intervento, soprattutto d’estate. E agosto è senza dubbio uno dei mesi "più caldi": «Dal 1° luglio al 20 agosto dell’anno scorso abbiamo ricevuto 5409 chiamate – spiega il responsabile del 118 – Quest’anno sono state 7151».
Come è prevedibile il giorno in cui il telefono del centralino, che si trova in uno stabile all’interno dell’ospedale di Circolo, ha squillato di più è proprio il 15 agosto: «Le chiamate sono state 144, quasi tutti malori, ma anche  il 31 luglio e il 10 agosto abbiamo registrato molte richieste di intervento, rispettivamente 125 e 130». A parte gli incidenti stradali, più o meno gravi, gli altri interventi non sono sempre di carattere strettamente sanitario :«Non capita di rado – dice ancora Mare – che la gente ci chiami per avere un consiglio o perché si sente depressa e noi capiamo al volo che  basta una parola detta nel modo giusto per risolvere "l’emergenza"». 
E qualche volta l’intervento è davvero urgentissimo e non c’è il tempo di uscire con l’ambulanza: «Ci è capitato qualche tempo fa, quando una maestra d’asilo ci ha chiamato perché uno dei bambini a lei affidati era in preda ad un attacco di epilessia. La maestra ha seguito le nostre istruzioni passo a passo e, con molto sangue freddo, ha soccorso il piccolo».
Ma non mancano nemmeno gli interventi "a vuoto": richieste di intervento di chi si fa prendere dal panico e non pensa che  chiamare un’ambulanza per un mal di testa può significare mettere a repentaglio la vita di qualcun altro. Come chi è colpito da infarto. «Il mattino presto è un momento a rischio per chi soffre di cuore, ormai lo sappiamo, e per questo non bisogna aspettare un solo istante a chiamare il 118. In pochi minuti possiamo raggiungere ogni punto della provincia». Ed è uno di quei casi in cui basta una telefonata per salvare una vita.

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Pubblicato il 29 Agosto 2001
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