Le vacanze utili dei campi internazionali
Sono stranieri che arrivano da ogni parte del mondo per prestare volontariato nei campi organizzati, in Italia, da Legambiente. Pagano per farlo. Non sono masochisti: è anche una bella opportunità per fare una vacanza in un ambiente giovane e, per gli italiani, mettere da parte anche crediti formativi
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Ci sono i cechi e una slovacca, russi, serbi, francesi, uno scozzese, un coreano, il giapponese che vive in Thailandia e le due ragazze sudamericane che studiano a Milano. Non è l’incipit della classica barzelletta adattata ai tempi, ma è il variegato melting pot che il campo internazionale della Legambiente ha portato sulle rive del Verbano in questi giorni. Precisamente a Laveno Mombello. Sono in totale sedici i volontari, che arrivano da tutto il mondo per partecipare a questa singolare esperienza che vede i giovani applicarsi nella cura dell’ambiente. A Laveno sono arrivati tramite il circolo locale e le loro opere hanno rinfrescato Forte Castello, il parco comunale gestito in collaborazione con Legambiente e quello delle Torrazze. Cinque ore di lavoro per cinque giorni alla settimana a ripulire sentieri, costruire scanalature per l’acqua, posizionare segnaletiche. Orari flessibili, certo, e pause a volte prolungate. Ma sono tutti ventenni, e fra gli obiettivi di quella che è la loro vacanza, c’è anche il divertimento. Scarponcino da trekking, calzoncini corti e magliettina, meglio se della Legambiente, una tenuta simil scout e al caldo del mezzogiorno, l’entusiasmo del numeroso gruppo non è quello tipico dei ventenni. La stanchezza prende il sopravvento. Cazzuole e mazze in mano, si lavora per consolidare le merlature del castello. Siamo agli sgoccioli del campo durato due settimane e dopo le opere che hanno rivitalizzato quest’area, questa rappresenta un po’ l’ultima fatica. Chissà quante volte, tra sé e sé avranno ripetuto la frase "e pensare che per farlo pago pure!". Trecentomila lire è il contributo che i giovani dei campi internazionali versano alle associazioni di provenienza. Pagare per lavorare! Sintomo di un amore estremo per l’ambiente? A pensarci bene è anche una modesta spesa per passare quindici giorni in una località del Bel Paese, insieme a tanti coetanei e nel frattempo essere utili. "Molti arrivano dai paesi dell’est – spiega Luca Petoletti, responsabile del campo – e con questo contributo riescono comunque a fare una vacanza in Italia, altrimenti impossibile". Se a questo si aggiunge lo stimolante ambiente internazionale, lo scambio culturale e lo spirito collaborativo che scaturisce dal gruppo, ecco svelato il mistero. Insomma a mettere a nuovo il Parco Castello ci si diverte anche. Terminate le cinque ore di lavoro il resto è una vacanza in piena regola. Dormono presso lo Scag, dove fanno vita da campeggio. Sveglia alle sette e trenta, colazione e subito al lavoro, poi gite, lago e serate nei pub della zona, scorazzando a bordo del pulmino hippy. E al ritorno fra i banchi di scuola, il volontariato presso il campo internazionale può valere come esperienza formativa. Come hanno fatto quest’anno tre ragazzi di Laveno che mettono da parte questo impegno, come credito formativo per il prossimo anno. A parte tutto l’utile che si può ricavare da un’esperienza come questa, per i ragazzi e per gli enti comunali che collaborano all’ccoglienza, "il bello rimane lo scambio culturale" conferma Luca Petoletti. Le vacanze utili si diffondono sempre di più. In Provincia, il campo di Laveno è alla sua seconda esperienza e si affianca a quella, appena finita di Cuirone di Vergiate. Qui i volontari hanno lavorato nella riserva naturale del monte san Giacomo nel Parco del Ticino. Erano in tredici, anch’essi provenienti da tutto il mondo e come i loro coetanei del campo lavenese hanno lavorato alla manutenzione della scalinata, al posizionamento di opportune segnalazioni e cartelli indicatori sui sentieri, alla pulizia dell’area e delle mura del San Giacomo. E come i loro colleghi si sono anche divertiti. |
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