Tù tù tù, mi piaci tu

Nuove Tendenze. Fare numeri a caso e aspettare che qualcuno ti richiami. Così nascono gli amori tra i giovanissimi

Una volta era il vedo-non vedo a stuzzicare i giochi di seduzione. Oggi, in piena era del telefonino, è il chiamo-non chiamo a far giocare i giovanissimi. Una moda nata così, per caso, e divenuta dilagante. Il gioco é semplice. Si prende il cellulare, si fa un numero a caso, lo si lascia squillare una volta sola, di modo che il numero rimanga impresso, poi si appende.

Dice Simona, 17 anni, giocatrice varesina che ha conosciuto così il suo fidanzato. "Non bisogna telefonare, ma solo lanciare l’esca. Così comincia il gioco". Poi si chiama ancora, uno squillo solo, nelle ore più diverse del giorno. "E’ un messaggio chiaro, il numero si stampa sul quadrante, se si vuole rispondere si può". Sì, si può, ma con calma, perché il chiamo-non chiamo ha le sue regole non scritte. Si risponde, dopo aver aspettato un po’, con uno squillo; poi si attacca. A questo punto i due giocatori hanno entrambi il numero dell’altro. Il passo successivo é un messaggio. Le prime domande sono d’obbligo: quanti anni hai, sei maschio o femmina, dove abiti. E così la situazione avanza, finchè si arriva a una vera propria chiamata e infine all’incontro. Luoghi preferiti, il centro delle città. Per Varese: davanti al Coin, alle Corti in piazza della Repubblica e davanti ai giardini estensi.
"Io e Andrea ci siamo conosciuti così. C’era una mia amica che giocava e che poi mi ha dato il suo numero". Storie fugaci però. Simona e Andrea si sono lasciati dopo poco. Ma il gioco ha colpito ancora vicino a Simona. Oggi é la mamma a ricevere gli squilli. Naturalmente non ha nessuna intenzione di rispondere.

Ecco così svelato il bersagliamento di squilli unici che molte persone stanno ricevendo di questi tempi. Matteo, 27 anni, milanese in gita nei laghi del Varesotto, non si dava pace. "C’é un maniaco che mi chiama a tutte le ore e appena rispondo mette giù. Una volta ho provato a richiamare e mi ha risposto una ragazzina". Già, una ragazzina, che giocava al chiamo-non chiamo.

Se vi sembra che anche in questa forma il telefonino sia diventato il padrone dei nostri sentimenti, ricredetevi. In realtà é la chat "internettiana" il vero modello che sta alla base del giochino. Come nella chat, ci si parla, di nascosto, senza dirsi il vero nome, fino a quando non si ha voglia di uscire allo scoperto. Ma rispetto a Internet, il mistero é più fitto, l’azione più avventurosa, c’è, ancora di più, il rischio e la voglia dell’incontro.

Ma anche Internet aiuta. Un esempio? Daniele, 26 anni, malnatese, ha conosciuto Paola, 27 anni di Crema, a una convention della "Setta del sacro bue". Niente a che vedere con riti satanici, semplicemente una goliardata telematica che aveva coinvolto più di cinquanta persone. Finché la setta ha deciso di organizzare un incontro a Bologna e l’amore ha fatto il suo corso. Ora vivono insieme a Milano. A volte funziona.

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Pubblicato il 19 Agosto 2001
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