Il Comune sfratta la Cgil, autunno caldo a Gallarate
Il Teatrino del popolo sta per essere ristrutturato e la giunta lo vuole sgomberare. L'assessore Simeoni: "Metteremo di mezzo l'avvocato"
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C’é aria di scontro aperto tra Comune e Cgil di Gallarate. La ristrutturazione del Teatrino del popolo prevede infatti lo spostamento definitivo degli uffici del sindacato dallo stabile. Una decisione che l’Amministrazione ha comunicato alla Cgil e che sembra essere il preludio a un lungo braccio di ferro. La notizia viene direttamente dall’assessorato ai lavori pubblici. "Il Comune intende aprire al più presto il cantiere per ricavare del vecchio teatrino una serie di uffici comunali" spiega l’assessore, il forzista Aldo Simeoni. Un disegno concepito sulla scorta del finanziamento di circa un miliardo ottenuto qualche mese fa alla Camera dall’onorevole leghista Giovanna Bianchi. E qui entra in gioco il contenzioso con il sindacato. Il palazzo non é infatti disabitato. L’assessore Simeoni (l’uomo più votato alle elezioni di maggio), ha già ottenuto lo spostamento di cinque alloggi comunali destinati ai non abbienti e ha avviato una trattativa con la società pugilistica per consentire il prosieguo dell’attività sportiva in una palestra di via De Magri. Anche questa seconda questione parrebbe, a parere dell’assessore, risolta, con la costruzione di nuovi spogliatoi per gli atleti. Ma la sistemazione della Camera del lavoro rimane un nodo spinoso ancora aperto. Simeoni é deciso a proseguire per la sua strada. "I lavori devono cominciare al più presto – spiega – perché altrimenti perderemo il finanziamento. Abbiamo offerto alla Cgil un altro stabile in via Forza Armate ma loro hanno rifiutato. A questo punto credo che metteremo di mezzo l’avvocato". Il contratto d’affitto scade nel 2002. Lunedì prossimo la giunta comunale dovrà esaminare il problema. In quel frangente dovrà prendere una decisione di non poco conto: il ricorso all’avvocato potrebbe infatti scatenare una decisa reazione. Ci sarà quindi un autunno caldo gallaratese? Il sindacato non ha ancora preso posizioni ufficiali, ma di certo ha inviato una lettera all’amministrazione in cui spiega le ragioni della sua opposizione che non promette nulla di calmo. Non appare ancora chiaro come verrà riutilizzato il Teatrino del popolo, al di là della sistemazione logistica di uffici. La logica vorrebbe che fosse destinato alla cultura, e in particolare all’arte teatrale. "Sono decisioni che dobbiamo ancora valutare" aggiunge però l’assessore alla partita Roberto Delodovici. La geografia della cultura a Gallarate é infatti un cantiere ancora aperto, dopo la scelta di rinunciare alla costruzione ex novo di un polo ad hoc in via De Magri. Si parla comunque di una possibile scuola di teatro. |
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