Sanità lombarda: 937 miliardi bloccati
La diessina Fiorenza Bassoli, vicepresidente del Consiglio regionale, accusa: "la giunta boccia progetti e stanziamenti per la ristrutturazione degli ospedali lombardi
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"Più di 900 miliardi bloccati e piani da rivedere: è la conferma della mancanza di programmazione. Lavori in gravissimo ritardo, progetti continuamente rivisti, stanziamenti pubblici prima destinati e poi revocati: è questo il quadro delle opere di ristrutturazione e messa in sicurezza degli ospedali lombardi così come rilevato da una delibera regionale, approvata in agosto, e che ripropone la conosciuta situazione di arretratezza della rete delle strutture sanitarie in Lombardia". L’accusa è di Fiorenza Bassoli (Ds), Vicepresidente del Consiglio regionale, che spiega: "La Giunta regionale, con questo atto, ha constatato che ‘la maggior parte dei progetti non rispecchia l’esigenza di ristrutturare la rete ospedaliera’. Nell’80 per cento dei progetti i lavori presentano ritardi nelle esecuzioni di oltre un anno. Altri lavori non sono mai stati iniziati. A fronte di questa situazione la Giunta ha perciò deciso di bloccare 937 miliardi di fondi pubblici previsti dall’Accordo di programma Governo-Regione risalente al ’99. Alcuni stanziamenti sono stati invece confermati, ma cancellando i 65 miliardi dalla somma per i servizi sul territorio. In questo modo prevenzione e cure a domicilio non potranno essere ulteriormente potenziate e sviluppate. Mentre continua a presentare elementi di forte criticità la situazione della sanità a Milano. Qui rimangono intatti i problemi di Policlinico, Besta e Niguarda, al quale in particolare sono stati revocati i circa duecento miliardi precedentemente stanziati. In generale non sono stati centrati, insomma, i due obiettivi essenziali della sicurezza delle strutture e della rispondenza ai criteri di accreditamento cui le strutture devono attenersi. A questo punto è legittimo chiedersi: le strutture pubbliche riusciranno a rispondere nei tempi richiesti a questi criteri? I ritardi delle opere sono dovuti, così si legge nel documento della Giunta, anche a modifiche dei progetti, a varianti in corso d’opera, il che pone seri interrogativi sull’efficacia del lavoro dei manager ma più in generale sulle capacità previsionali e di programmazione della Regione. Il 66 per cento delle strutture ospedaliere lombarde sono state costruite prima del ’45 e soltanto il 9 per cento dopo il ’75. Questo significa che in generale servono interventi consistenti, come era stato evidenziato nell’accordo di programma, opere da realizzare avendo chiari programmi e obiettivi. Il ricorso alle varianti in corso d’opera, a nuove definizioni di stanziamenti, la bocciatura di progetti sono tutti elementi che provano di come in Lombardia si sia ben lontani dall’adottare e seguire criteri aziendali. Gli stessi manager, evidentemente, si trovano in difficoltà non essendo chiari obiettivi e strategie, nonostante il centrodestra sia al governo della Regione da sette anni e quindi nonostante condizioni di stabilità politica". |
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