Unicomal: “I dati rumore di Sea non sono validi”
I comitati chiedono un confronto pubblico con l'azienda
| Riceviamo e pubblichiamo
I dati divulgati da SEA e pubblicati sugli organi di stampa (13/6/2001) con titoli ad effetto ("Malpensa ha superato la prova rumore"), hanno avuto vasta eco non solo a livello locale. Sempre secondo i dati divulgati dA SEA, la media dei valori del livello di rumore giornaliero rilevato dal 1 gennaio al 30 giugno dalle 14 centraline della rete di monitoraggio della SEA, non ha superato la soglia dei 65 dBA, soglia di rumore definita come "incompatibile" per le aree residenziali. Con non poca sorpresa abbiamo constatato che i dati sono riferiti a medie mensili. Non c’è traccia dei valori giornalieri, e tanto meno della distinzione tra diurni e notturni. Va ricordato innanzitutto che ai sensi dell’allegato A del D.M. 31/10/97 "Metodologia di misura del rumore aeroportuale", il livello di valutazione del rumore aeroportuale (Lva) deve essere determinato su un periodo di 21 giorni di osservazione del fenomeno, ossia del rilevamento di 21 Lvaj (valore del livello di rumore giornaliero) pari a 3 settimane distinte, ciascuna delle quali in modo continuativo in tre periodi dell’anno ben definiti. Le settimane di osservazione nei periodi prestabiliti devono essere quelle a maggior numero di movimenti aerei. Questo metodo di rilevamento, definito dal D.M., è totalmente differente da quello divulgato dalla SEA, che ci propina valori giornalieri mediati mensilmente come valore massimo giornaliero raggiunto nei tre mesi di osservazione (vedi Corriere della Sera del 13/6/2001). Peraltro si raggiungono valori medi preoccupanti di 63-64 dB. E’ difficile non pensare, anzi è possibile, se non addirittura ovvio, che durante i mesi indagati ci siano picchi giornalieri ben superiori ai 65 dB! (per non parlare dei picchi orari). Ma la SEA questi dati non li comunica, a differenza di quando il controllo del rumore e la diffusione dei dati erano affidati alla Provincia di Varese, che aveva addirittura predisposto ad hoc un sito internet. Aggiungiamo ancora, che non è dimostrato che il metodo di rilevamento attualmente impiegato sia idoneo per rilevare il rumore REALE. Tale assunto non è frutto di illazioni ma è emerso in modo puntuale in più occasioni, in relazioni presentate da tecnici dell’A.R.P.A. di Milano ad un convegno organizzato dal Parco del Ticino il 17/2/2001 e da tecnici della stessa SEA ad un convegno tenutosi a Ferno il 2/3/2001. Per evitare che SEA continui a presentare dati non rappresentativi della realtà, i Comitati, chiedono che i dati del rumore siano forniti giornalmente (Lvaj) e correlati con i corrispondenti eventi acustici (= voli) che li hanno causati. La pubblicazione e trasparenza di questi dati permetterà di verificare l’effettivo rispetto dei limiti fissati dalla legge a tutela della popolazione. Su questo tema pretendiamo pertanto un confronto pubblico con S.E.A. Temi del confronto saranno: 1) Il mancato rispetto della convenzione 03/01/2001 tra Provincia di Varese e S.E.A., in particolare all’Art. 2-punto 6: "Gestione della rete di monitoraggio dell’inquinamento acustico nelle aree circostanti l’aeroporto di Malpensa 2000." 2) Il documento 7 febbraio 2001 – "L’aeroporto di Malpensa e l’Ambiente" allegato alla presente Gallarate, 26 Settembre 2001 |
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