Incontro della Cisl a Villa Ponti

L'iniziativa, in previsione per il 5 novembre, ha in programma la discussione di diversi temi: dal lavoro e occupazione alle pensioni

riceviamo e pubblichiamo

Al fine di favorire un coinvolgimento dei propri attivisti nel confronto aperto col governo sui temi che seguono, la Cisl di Varese promuove un momento di approfondimento per il giorno 5 novembre (ore9 a Villa Ponti) con la partecipazione diP.Paolo Baretta, Segretario Confederale. Per sopraggiunti impegni ministeriali non potrà probabilmente essere presente il ministro del welfare, Maroni.

Nel ribadire la propria autonomia la CISL valuta i governi nazionali e locali sul merito delle singole proposte, ribadendo di non essere un sindacato né di governo né di opposizione. La Cisl è il sindacato della negoziazione, della concertazione e della partecipazione, che sa usare il conflitto come strumento e non come fine.

In tale logica, la CISL ha espresso la propria contrarietà ad alcuni provvedimenti presi recentemente dal Governo quali: 1. abolizione della tassa di successione per qualsiasi livello di patrimonio, che diventa una regalia a chi possiede grandi ricchezze. 2. la cosiddetta Tremonti/bis, perché non interviene efficacemente sul divario NORD/SUD e consente di detrarre dal fisco beni che niente hanno a che vedere con gli investimenti e lo sviluppo di una impresa.

Allo stesso modo la Cisl dà un giudizio di insoddisfazione complessiva sulla finanziaria, in particolare perché: 1. e’ completamente mancata la concertazione con le parti sociali; 2. si conferiscono deleghe al Governo su fisco, lavoro, previdenza; 3. sono assolutamente insufficienti le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici; 4. e’ insufficiente l’impegno per il sostegno alla domanda e per la crescita degli investimenti, in modo particolare per il SUD; 5. si bloccano le aliquote IRPEF che dovevano calare di un punto; 6. si riduce di oltre 150 miliardi il fondo al sostegno degli affitti per le famiglie povere.

Giudichiamo invece favorevolmente l’aumento delle detrazioni per i figli a carico e delle pensioni inferiori al milione al mese, anche se quest’ultimo provvedimento il rinvio delle scelte della platea sulla quale riversare l’aumento non consente di valutarne la reale portata.

LAVORO E OCCUPAZIONE

Il Governo ha presentato il "libro bianco sul mercato del lavoro", attorno al quale è avviato il confronto. Esso presenta il limite di pretendere di dare risposte al problema dell’occupazione attraverso le flessibilità e non invece con politiche di innovazione e di sviluppo in particolare nelle aree con più alta disoccupazione. La Cisl è disponibile ad affrontare una discussione complessiva sulla flessibilità, che porti ad una razionalizzazione degli strumenti oggi previsti per l’ingresso nel Mercato del Lavoro (CFL, apprendistato, collaborazioni ecc…). In modo particolare é indispensabile innalzare la contribuzione previdenziale oggi prevista per le collaborazioni e giungere ad una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali (CIG, mobilità, disoccupazione ecc..), superando gli aspetti puramente assistenziali. Vanno aumentati gli strumenti dell’occupabilità (completamento e finanziamento della Formazione Professionale, maggiore efficacia dei servizi per l’impiego, modulazione e riduzione dell’orario di lavoro, estensione della fruibilità degli ammortizzatori sociali). Contro ogni pretesa del padronato di avere libertà di licenziare, la Cisl riconferma l’assoluta contrarietà all’abolizione e/o modifica dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

PENSIONI

In merito al sistema pensionistico le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti hanno già vissuto, in 10 anni, tre riforme previdenziali di grande spessore qualitativo e quantitativo che hanno portato il sistema previdenziale a fare enormi risparmi (56.000 miliardi nel periodo ’96 – 2000).

In tale contesto la CISL è contraria all’estensione del metodo contributivo per tutti. Non è pertanto proponibile nessun altro stravolgimento delle pensioni mentre è necessario: (a) il definitivo decollo della previdenza integrativa, utilizzando il TFR e favorendo sul piano fiscale, i Fondi chiusi, istituiti con accordi fra le parti sociali che possono essere strumenti di partecipazione; (b) l’aumento delle pensioni più basse, il cui costo non va però caricato sul sistema previdenziale ma sulla fiscalità generale; L’armonizzazione delle aliquote contributive, che va affrontata senza che ciò comporti una riduzione della copertura previdenziale. il superamento delle situazioni di privilegio ancora esistenti; (c) l’introduzione di incentivi che favoriscano il permanere al lavoro di chi ha l’età di pensione, senza ledere il diritto acquisito.

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Pubblicato il 30 Ottobre 2001
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