Le ragioni del vertice sindacale a Malpensa
Cgil-Cisl-Uil: "E' un momento straordinario; dopo l'11 settembre calo del 30%"
| Riceviamo e pubblichiamo
CGIL CISL e UIL territoriali convocano i loro rappresentanti sindacali di Malpensa per discutere dei problemi occupazionali dell’aeroporto. Si svolgerà lunedì 16, alle ore 9, al Terminal 1, presso il centro di formazione, l’attivo dei delegati di tutti i lavoratori delle categorie che operano in Malpensa. Non solo, quindi, i rappresentanti dei dipendenti SEA, ma anche quelli delle imprese di catering, che proprio in questi giorni vedono in pericolo 400 posti di lavoro. E poi quelli delle attività commerciali e dei servizi di terra, delle imprese di pulizia, delle società che si occupano del rifornimento del carburante, di quelle edili ancora operanti nel sedime aeroportuale, e di tutte le altre dei diversi settori che, complessivamente sono 300 e occupano quindicimila persone. E’ la prima volta che in Malpensa si svolge una riunione sindacale così ampia. E, del resto, il momento che sta vivendo l’aeroporto è davvero straordinario. Dopo l’11 settembre si è registrato un calo del traffico aereo di circa il 30%. E, proprio in questi giorni, Alitalia sta decidendo un ulteriore taglio dei voli che, se attuato, metterebbe in ulteriore difficoltà l’hub milanese. Questa situazione sta avendo preoccupanti riflessi occupazionali. Si diceva del catering, ma anche la Società di gestione SEA ha comunicato che non intende confermare i contratti a tempo determinato in scadenza, che sono oltre 700. "L’aeroporto di Malpensa è la più importante infrastruttura italiana nel sistema dei trasporti realizzata negli ultimi anni" affermano Luigi Maffezzoli, Ivana Brunato e Marco Molteni, rispettivamente Segretari generali della CISL Ticino Olona e della CGIL e UIL di Varese. "Un’infrastruttura – proseguono – che è stata decisa e in parte finanziata a livello europeo e che rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro paese. Per l’aeroporto di Malpensa – continuano i tre segretari – si sono investiti migliaia di miliardi pubblici e privati e sono stati chiesti sacrifici per l’impatto ambientale alla popolazioni locali. Troviamo quindi sorprendenti le scelte della compagnia di bandiera che mettono in discussione le strategie nazionali del trasporto, favorendo, di fatto, gli altri hub europei." "Vogliamo sapere se la politica aeroportuale italiana è decisa dalle istituzioni oppure da Alitalia." CGIL CISL e UIL territoriali, in accordo con le Segreterie confederali Lombarde e i sindacati di categoria, chiedono l’apertura di un tavolo regionale di confronto che coinvolga, oltre a Formigoni, organizzazioni sindacali e imprenditoriali locali e regionali e la Provincia di Varese. "Vogliamo discutere – ribadiscono i tre segretari – delle prospettive dell’Hub e del suo ruolo nazionale ed europeo. Ma anche delle infrastrutture ancora mancanti che penalizzano l’aeroporto della Brughiera, vedi la necessità di potenziare i collegamenti ferroviari e autostradali, della sicurezza, un problema drammaticamente d’attualità dopo la sciagura di Linate e dell’impatto ambientale." Un tema quest’ultimo che, secondo il sindacato, non va preso sottogamba e va esaminato insieme alle amministrazioni locali ma che non deve diventare un alibi per il ridimensionamento dell’Hub lombardo. Insieme alle scelte strategiche, secondo Maffezzoli, Brunato e Molteni, nell’immediato il tavolo dovrà affrontare l’emergenza occupazionale, anche in considerazione che gran parte dei lavoratori che vedono i loro posti in pericolo, non possono godere dei classici ammortizzatori sociali. |
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