Rischio osteoporosi: un male più temuto della vecchiaia

Indagine tra le donne della città. I risultati esposti durante un inconto pubblico

Riceviamo e pubblichiamo

GALLARATE 28 SETTEMBRE 
QUARTO INCONTRO DEL PERCORSO INFORMATIVO: "Osteoporosi: una minaccia nascosta"

La diagnosi dell’osteoporosi aumenta via via che dal Settentrione (15%) si passa alle regioni centrali (18%), e a quelle meridionali (28%). Il 41% delle donne di Gallarate è affetta da osteoporosi. Solo il 29% è consapevole dei gravi rischi che comporta una frattura osteoporotica e solo il 18% conosce gli alti costi di ospedalizzazione, cura e riabilitazione. Gallarate venerdì 28 settembre, alle ore 17, presso il Centro Studi Filosofici Aloisianum, il Dott. Roberto Puricelli, Primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate e la dott.ssa Cristina Dellavalle, Dirigente Medico Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate incontreranno le donne di Gallarate per fare il punto della situazione, presentando i dati relativi all’osteoporosi in Lombardia. Per le donne nuove speranze vengono da una molecola definita "intelligente": il raloxifene.

A Gallarate venerdì 28 settembre, alle ore 17, presso il Centro Studi Filosofici Aloisianum, in via S. Luigi Gonzaga, 8, nell’ambito della Campagna Nazionale di Informazione e Prevenzione dell’osteoporosi, promossa dalla Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari (F.I.D.A.P.A.) e dall’Associazione Italiana Donne Medico (A.I.D.M.) e patrocinata dalla Commissione Pari Opportunità, avrà luogo il quarto dei 20 incontri del percorso informativo: "Osteoporosi: una minaccia nascosta". A presentare il progetto la dott.ssa Paola Rosaschino e la dott.ssa Rosy Binda, rispettivamente Ginecologa A.I.D.M. di Bergamo e Presidente della sezione di Varese della F.I.D.A.P.A. I relatori dell’incontro saranno il Dott. Roberto Puricelli, Primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate, dott.ssa Cristina Dellavalle, Dirigente Medico Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate che illustreranno il problema dal punto di vista della prevenzione e dei trattamenti. Questa sarà l’occasione per fare il punto della situazione a Gallarate su questa patologia che colpisce oggi in Italia oltre 4 milioni di donne.

Malattia cronica, progressiva e degenerativa, l’osteoporosi, che aggredisce il tessuto osseo esponendolo al rischio di fratture da fragilità, interessa le donne dopo la menopausa per la loro conseguente ridotta capacità di produrre estrogeni, fondamentali per fissare il calcio nello scheletro umano. In conseguenza di ciò a partire dai 50 anni la maggior parte delle donne è

esposta al rischio di osteoporosi, che in assenza di adeguato trattamento può portare fratture di tipo spontaneo, vale a dire non determinate da traumi o cause accidentali. Il dato emerge da una ricerca a livello nazionale effettuata dalla Medi Pragma, società finalizzata alle indagini in campo sanitario, che ha condotto una ricerca sulla conoscenza dei pericoli dell’osteoporosi tra la popolazione femminile, utilizzando come fonte primaria gli operatori sanitari interessati al problema: ginecologi, ortopedici, internisti.

Ma come affrontano le donne di Gallarate questo serio e preoccupante appuntamento con la vita? Un quarto delle pazienti si rivolge al ginecologo per affrontare le patologie correlate alla menopausa. Il dato allarmante è costituito dal fatto che solo il 29% è consapevole dei gravi rischi di frattura osteoporotica e che solo il 18% conosce gli alti costi di ospedalizzazione, cura e riabilitazione che comporta una eventuale frattura. "Il rischio di sviluppare una forma di osteoporosi e il manifestarsi dei segni dell’invecchiamento e della sintomatologia correlata al climaterio, sono i motivi per cui le pazienti accedono presso il nostro ambulatorio per la cura della sindrome menopausale. Dal 1993 a tutt’oggi sono afferite al nostro centro menopausa 2800 pazienti delle quali almeno un terzo risulta tutt’ora sottoporsi ai controlli presso la nostra struttura" ha spiegato il Dott. Puricelli..

Fino ad ora la medicina ha offerto alle donne il ricorso alla terapia ormonale sostitutiva che pur essendo efficace non può essere utilizzata a tappeto su questa popolazione. Ci sono altri farmaci utilizzabili per la cura della patologia osteoporotica tra i quali una nuova molecola che la rivista americana Science ha definito tra quelle più promettenti del 2000, il Raloxifene, appartenente alla classe dei SERMs (Selective Estrogen Receptor Modulators), dà ora nuove speranze nella lotta all’osteoporosi. Il Raloxifene è in breve una molecola "intelligente" la cui straordinarietà sta nel fatto che si comporta come un estrogeno nelle ossa e nel sistema cardiovascolare e come antagonista dell’estrogeno nei tessuti della mammella e dell’utero.

OSTEOPOROSI: UNA MINACCIA NASCOSTA

Dott. Roberto Puricelli Primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate

Dott.ssa Cristina Dellavalle Dirigente Medico Reparto di Ostetricia e Ginecologia Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate

Malattia cronica, progressiva e degenerativa, l’osteoporosi, che aggredisce il tessuto osseo esponendolo al rischio di fratture da fragilità, si accanisce essenzialmente sulle donne dopo la menopausa per la loro conseguente ridotta capacità di produrre estrogeni, fondamentali per fissare il calcio nello scheletro umano. In conseguenza di ciò a partire dai 50 anni circa la maggior parte delle donne è esposta al rischio di sviluppare osteoporosi con conseguente aumento del rischio di fratture. Il dato emerge da una ricerca a livello nazionale effettuata da Medi Pragma, società finalizzata alle indagini in campo sanitario, che ha condotto una ricerca sulla conoscenza dei pericoli dell’osteoporosi tra la popolazione femminile italiana.

Secondo la ricerca di Medipragma, svolta intervistando come fonte primaria gli specialisti interessati al tema: ginecologici, ortopedici, internisti, a Gallarate è emerso che:

· Circa una donna su due è affetta da osteopenia, mentre il 15% – 18% soffre di osteoporosi (OMS).

· l’età media per la prima frattura in Lombardia è pari a 72 anni.

· Solo il 29% delle donne dichiara di essere a conoscenza dei gravi rischi che comportano le fratture.

· Oltre i tre quarti delle donne vede nella prevenzione la strada più efficace per la lotta alle conseguenze dell’osteoporosi.

· Per il 23% degli intervistati le pazienti temono molto i possibili effetti dovuti ad una terapia ormonale sostitutiva.

Per questo motivo si riscontra un atteggiamento positivo nei confronti delle nuove terapie per curare l’osteoporosi, tra cui il raloxifene che ha dimostrato comportarsi come estrogeno nell’osso e come antagonista dell’estrogeno nei tessuti delle mammella e dell’utero.

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Pubblicato il 02 Ottobre 2001
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