«Un nuovo prorettore per far crescere l’Università a Como»

Dionigi spiega perché ha deciso di scegliere un nuovo vice. Le associazioni studentesche comasche schierate con Casati: «Il rettore vuole solo un gioppino»

«Quando un rettore viene nominato deve scegliere i suoi collaboratori ed è quello che ho fatto, che farò io. Non ho "silurato" il professor Casati, termine che lascio a chi vuole alimentare la polemica. L’avvicendamento alla carica di prorettore nasce invece dalla necessità di garantire uno sviluppo più accelerato della sede universitaria di Como. Il professor Casati potrà così meglio dedicarsi all’attività di ricerca a livello internazionale o a ciò che riterrà più opportuno. I docenti, va detto, sono tutti d’accordo con me».
Il rettore dell’Università dell’Insubria Renzo Dionigi è in mezzo alla bufera ma dimostra di non temere le raffiche che arrivano da Como. La notizia che Dionigi, alla guida dell’ateneo per il secondo mandato triennale, nominerà un nuovo vice ha scatenato le ire non solo degli studenti di Como ma anche del presidente dell’Unione commercianti, una delle istituzione che formano Univercomo, il consorzio deputato a sostenere lo sviluppo delle università locali, oltre che del presidente del consiglio comunale che è anche assistente alla facoltà  di Giurisprudenza. La proposta che arriva dalle forze economiche e dal mondo politico lariano è tagliare il cordone ombelicale che lega Como a Varese, una soluzione estrema e forse solo provocatoria che fa emergere però la rabbia e il disagio che si respirano in questi giorni. 
Gli studenti di Como sono decisamente in prima linea nella difesa del "loro" prorettore e la ragione, spiegano è molto semplice: «Non ci vuole molto a capire che non si tratta di un semplice avvicendamento. Dionigi vuole un "gioppino" , vuole un uomo suo su quella poltrona per muoverlo come gli pare. Con Casati questa operazione non gli è mai riuscita». Non si nasconde dietro la diplomazia Paolo Sinigallia, vice presidente dell’associazione studentesca La Gru (Ingegneria e Scienze) e caporedattore del giornale Hippocampus. «La sostituzione di Casati è il tentativo di spazzare via il simbolo dell’ateneo comasco per favorire la sede di Varese, già dominante per offerta didattica e numero di studenti – continua Sinigallia. A questo punto meglio per tutti creare due atenei autonomi, ognuno faccia la propria strada e cresca con i propri mezzi, cosa che fino ad oggi all’Università di Como non è stata permessa. 
A Varese quest’anno sono state inaugurati nuovi corsi di laurea e questo ha aumentato il divario del numero di matricole, l’ufficio stampa è a Varese, nelle guide del Censis non si trova l’università di Como se non guardando alla voce Varese. Insomma -conclude Sinigallia – a questo punto la politica di Dionigi mi sembra chiara e allora basta, che divorzio sia. Noi speriamo di portare la questione sul tavolo del ministro Moratti, ci aiuti lei a risolverla».
Non la pensa così Davide Galimberti, studente di giurisprudenza, eletto nel consiglio di amministrazione dell’Insubria nella lista degli Studenti Democratici: «Oggi (martedì 16 ottobre,ndr) sono a Como proprio per incontrare gli studenti e per spiegare loro la nostra posizione. Noi non crediamo ci sia nessuna contrapposizione. Como è il polo che ha più problemi e allora è giusto che ci sia un avvicendamento ai vertici, avvicendamento che potrebbe portare a nuovi sviluppi, a una crescita dell’università di Como. Parlare di rivalità mi sembra assurdo come assurdo e controproducente mi pare sia schierarsi in maniera così netta con il professor Casati. Gli studenti in questo modo non gli stanno facendo un favore; sembra che da solo non sappia gestire la situazione e non mi sembra proprio che sia così»
Intanto le associazioni studentesche di Como hanno affisso manifesti, stampato cartoline e addirittura creato una casella di posta elettronica per raccogliere le email di tutti coloro che vogliono Giulio Casati prorettore. 
E dietro la porta del professor Casati, ad aspettare che succeda qualcosa, c’è Giorgio Conetti, preside di Giurisprudenza, e gran favorito nella lista dei successori. Toccherà probabilmente a lui ristabilire un clima di collaborazione. Ammesso che sia ancora possibile.

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Pubblicato il 16 Ottobre 2001
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