Viale Belforte, la pista della discordia

Commercianti e residenti sul piede di guerra contro la Circoscrizione. Le opere fatte favoriscono alcuni e penalizzano altri, i problemi non si sono risolti

Le nuove opere che sono state realizzate dalla Circoscrizione n. 5 su viale Belforte hanno creato notevoli polemiche e soprattutto opinioni cotrastanti tra i commercianti della zona coinvolta. Si tratta dell’attivazione di due piste ciclopedonali, sui due lati opposti della strada e di nuovi posti auto, posizionati però soltanto su un lato della carreggiata. Ecco dunque che un’opera che inizialmente aveva lo scopo di riequilibrare il traffico pesante che ogni giorno transita da quella via, rallentare la velocità e fornire più sicurezza ai pedoni e ai ciclisti, si è rivelato il progetto della discordia, che divide tra loro commercianti e residenti.
Se i titolari degli esercizi pubblici del lato di strada che possiede i nuovi parcheggi si dicono soddisfatti per il lavoro compiuto, poiché finalmente esistono dei posti regolari dove lasciare l’auto, senza che i loro clienti rischino ogni giorno una contravvenzione, dall’altro lato ritengono che sia stato fatto un grosso errore, poiché la pista è troppo larga, a ridosso dei negozi e quindi pericolosa, ha creato maggior traffico e inquinamento e poi le auto non si possono più fermare, nemmeno per un caffè. 

Alcune testimonianze: "Era meglio senza – afferma il titolare del distributore Q8 – Se proprio bisognava fare qualcosa era più utile un marciapiede. Le biciclette non passano comunque. Inoltre il traffico c’è sempre ed è anche aumentato, a volte si creano code lunghissime che aumentano notevolmente l’inquinamento. Il restringimento della carreggiata, inoltre, crea grossi problemi quando devono passare i veicoli di emergenza, che spesso rimangono bloccati. E poi le auto vengono parcheggiate ugualmente sulla pista ciclabile".
Concorda un cliente, residente in viale Belforte, il signor Alfonso che critica l’opera: "Che senso ha una pista ciclabile di due chilometri in una delle strade più trafficate di Varese. Se voglio andare in bicicletta con mia figlia, ci vado nelle vie secondarie, non certo sul viale, perché resta comunque pericoloso. Quando transitano due autocarri insieme, devono per fora invadere la pista per passare. Hanno ristretto moltissimo la strada. E poi, una pista, quella sul marciapiede è fin troppo stretta, l’altra sulla strada è esagerata per la funzione che ha".
Dure critiche giungono anche da Valter Squillace titolare dell’omonima bar tabaccheria: "Questa operazione mi ha personalmente molto penalizzato. Non dico che i parcheggi realizzati non andavano fatti, anzi ne avevamo bisogno tutti, ma invece di fare una pista era meglio realizzare altri posti auto. E poi bisogna dire che i parcheggi attualmente sono occupati per tutto il giorno dai dipendenti delle aziende e società che si affacciano sul viale e non permettono quindi il riciclo delle auto.  La pista mi passa proprio davanti al negozio e tutti i miei clienti non possono più fermarsi, neanche per il transito. La pista inoltre è pericolosa perché si interrompe spesso, passa davanti a passaggi privati di garage o di palazzi. Si voleva creare più sicurezza per i pedoni, di doveva  realizzare un marciapiede".

L’Associazione Commercianti di Varese ha già inviato una lettera al sindaco Aldo Fumagalli prendendo una posizione decisa sull’opera realizzata indicando come "un tratto viario come il viale Belforte, fortemente trafficato, attraverso un intervento così concepito e strutturato, non potrà mai rappresentare particolare incentivo alla sua fruizione da parte dei ciclisti. Il suo percorso inoltre si snoda a ridosso di abitazioni e di negozi con la non tanto ipotetica e prevedibile provocazione di disagi e pericolosità".
Dal canto suo la circoscrizione è convinta della validità dell’operazione.
"Come circoscrizione abbiamo cercato di soddisfare gli interessi generali di tutti i cittadini – afferma Alessio Nicoletti, presidente della Circoscrizione 5 – Il progetto è stato presentato a tutti pubblicamente più volte in conferenze stampa ed è stato poi approvato dalla Circoscrizione all’unanimità. Abbiamo sempre detto che non si tratta di una pista ciclabile vera e propria, ma di una pista ciclopedonale, uno spazio usufruibile sia da pedoni che da ciclisti, uno spazio che rende più sicura la vita dei residenti. Nel trogetto tra l’altro rientrava anche la realizzazione di 70 posti auto, che vengono già quotidianamente usati. Ho sempre ritenuto valido il progetto, il quartiere è stato migliorato, è stata anche rifatta tutta la segnaletica. E’ un vantaggio per la viabilità, è stata infatti rallentata la velocità, senza aumento di code, con una conseguente maggior sicurezza dei pedoni e dei ciclisti. E’ chiaro che una situazione simile porta a dover modificare delel abitudini, ma a lungo andare sarà un vantaggio per tutti, anche per i commercianti che adesso si lamentano".

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Pubblicato il 05 Ottobre 2001
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