Approfittano del trasloco e fanno razzia in convento

Furto di mobili antichi alle canossiane. Le suore stavano lasciando l'edificio e avevano staccato l'allarme

Le tenevano d’occhio. Sapevano, i ladri che hanno messo a segno un colpo da diversi milioni alle canossiane di via Trombini, che quelle poche suore rimaste, nel mezzo di un trasloco, non avrebbero potuto accorgersi di loro. Tanto più che l’allarme, visto i lavori in corso nel convento, era stato staccato. Così, nella notte tra venerdì e sabato, chi ha deciso il colpo hanno avuto gioco facile. Sono entrati con un furgone, aprendo il cancello di via Bonomi come niente fosse, lo hanno nascosto in un chiostro, in mezzo ai giardini e alle piante del monastero, e calate le tenebre hanno fatto una vera gita tra le opere d’arte, portandosi a casa come souvenirs antichi armadi in legno, cassettiere, un inginocchiatoio, qualche divano, mensole, e anticaglia di vario genere.
I carabinieri di Gallarate, che stanno indagando sulla razzia, non escludono che possa trattarsi di furto su commissione. Di certo qualcuno sapeva che nel convento erano rimaste solo poche suore, e che altre avevano già fatto armi e bagagli. E di certo sapevano anche che i lavori in corso avevano necessitato un temporaneo stop delle apparecchiature difensive. Probabilmente, chi da tempo faceva la corte a quei mobili, magari per immetterli in un mercato di ricettazione, ha pensato che fosse arrivato davvero il momento per colpire. Ed in effetti i calcoli si rivelati esatti. I ladri non hanno profanato nulla, ma sono entrati praticamente in punta di piedi, attrvarsando corridoi, stanze, refettorio, il tutto senza un graffio, portando via un bottino consistente.
 

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Pubblicato il 06 Gennaio 2002
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