“Caro sindaco, per l’antenna noi la diffidiamo”
Malgesso - Sarà discusso mercoledì 23 gennaio il ricorso al Tar per l'impianto di telefonia mobile. Il sindaco ha rinunciato ad opporsi e il timore dei cittadini è quello di un possibile accordo con la Wind
"Caro sindaco noi la diffidiamo". Così alcuni cittadini di Malgesso si sono rivolti al loro sindaco negli ultimi giorni. Il motivo del dissenso è l’impianto di telefonia mobile, che la Wind ha posizionato in un prato, nel mezzo del tranquillo abitato attorno a via Quadri. Una vicenda quella dell’antenna mobile alta trenta metri e fissata a grandi blocchi di cemento, esplosa nei mesi scorsi, quando alcuni abitanti del comune a conoscenza dell’intenzione della compagnia di telefonia mobile, ne informarono i consiglieri di minoranza. Furono quest’ultimi a portare la questione in consiglio comunale e a chiederne conto al sindaco Natalino Trolese. Solo allora si cominciarono a costruire i pezzi dell’intricata questione. Ma il sindaco rassicurava sulla temporaneità dell’impianto (sei mesi), e sul suo futuro posizionamento in altro luogo, quello previsto dal regolamento per la collocazione degli impianti tecnologici che nel frattempo veniva elaborato dall’amministrazione. Una buona soluzione per tutti visto che le due aree destinate a questi impianti riscuotono tuttora un’approvazione unanime.
Per tutti, ma non per la Wind che dichiara battaglia al regolamento comunale e ricorre al Tar, tribunale amministrativo regionale. Insomma la volontà della compagnia è quella di posizionare l’impianto definitivo proprio dove ora è collocato il ripetitore mobile. Un’antenna anch’essa alta trenta metri, che avrà una potenza di certo superiore a quella attuale. Senza contare, come denunciano gli abitanti del circondario, che quella zona è già attraversata da due elettrodi. E con il nuovo impianto temono un’intensità maggiore di onde elettromagnetiche sopra le loro teste. Ora c’è il ricorso al Tar (l’udienza è fissata per il 23 gennaio) che darà ragione al comune di Malgesso o alla compagnia di telefonia mobile. Certo se il sindaco non avesse rinunciato ad intervenire in giudizio forse qualche chance in più, per vedere altrove l’impianto c’era. Questa è la denuncia dei cittadini costituitisi in comitato e dei consiglieri di opposizione di "Insieme per Malgesso". «C’era la possibilità che il sindaco ricorresse insieme ai cittadini "minacciati", quelli che vivono vicino all’impianto, ma questa possibilità non è stata neppure presa in considerazione». E il timore è quello di un possibile accordo fra compagnia e amministrazione che trasformerà l’attuale antenna, in un impianto fisso e definitivo. Ma i cittadini non ci stanno e insieme ai consiglieri di minoranza hanno cominciato a incalzare, con varie iniziative il sindaco Trolese. Fra queste c’è la diffida nell’ipotesi di ulteriori sviluppi dell’installazione senza il rispetto delle zone destinate ad impianti di questo tipo, mentre l’ultimo atto è la lettera aperta dei "Perché di tanta inerzia, disattenzione e poca trasparenza nella gestione della cosa pubblica" hanno scritto, invitando in conclusione il sindaco a non sottoscrivere alcun accordo con la società Wind.
Ei il sindaco Trolese? «Ci stiamo muovendo su due fronti, quello legale e quello del buon senso, abbiamo già ribadito la nostra posizione, che è quella di non tenere l’impianto dove è ora e trovare una nuova destinazione che non danneggi ambiente e persone» spiega al telefono. E indirettamente arriva la conferma che al ricorso al Tar non è stata opposto nessun controricorso. «Stiamo ancora valutando il da farsi con i legali». E l’udienza di domani per il sindaco non modifica la sostanza, perché in ogni caso la società dovrà richiedere nuovamente le autorizzazioni necessarie e la speranza è di trovare un accordo che sia congeniale a tutti.
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