Audiovestibologia sarà autonoma
Varese – Preoccupazione tra le 350 famiglie dell'associazione Aguav dopo la nomina di Paolo Castelnuovo alla guida del nuovo reparto di otorionolaringoiatria- audiovestibolgia del Circolo. Ma l'ospedale assicura: «Il servizio diventerà autonomo»
«Eravamo molto preoccupati, ma oggi possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti». La notizia della mancata "promozione" di Sandro Burdo (nella foto) alla guida della seconda divisione di otorinolaringoiatra- audiovestibologia all’ospedale di Circolo aveva creato disappunto tra le oltre 350 famiglie che stimano e sostengono il professore a tal punto da aver costituito un’associazione di amici, chiamata Aguav. "Da anni ci battiamo perchè l’opera di questo medico riceva i giusti onori – afferma Tiziana Basso, presidente di Aguav – Eravamo andati persino a parlare con l’assessore regionale alla sanità Carlo Borsani, che aveva condiviso le nostre richieste. Così, quando nel 1999 fu approvata una delibera con cui si permetteva la realizzazione del secondo reparto al Circolo, eravamo convinti che finalmente il professore avrebbe conquistato il primariato. Nel novembre scorso però, alla vigilia del concorso, è giunta la doccia fredda: non essendo l’audiovestibologia una branca a sè stante, anche il nuovo reparto sarebbe rimasto all’interno di otorinolaringoiatra. In questo modo la professionalità di Burdo è passata in secondo piano davanti ai curricula di altri otorini. Dopo la nomina del professor Paolo Castelnuovo, siamo andati a parlare con la direzione dell’ospedale per sapere cosa sarebbe stato di audiovestibologia. In effetti, sia il nuovo primario sia la direzione ci hanno dato assicurazioni che quel servizio manterrà la propria fisionomia e che, quando saranno definite le linee di indirizzo regionali, quel servizio potrà formalmente diventare un’unità operativa semplice, dove Burdo potrà avere autonomia operativa e funzionale.»
Ma la determinazione degli amici del professor Burdo è andata anche oltre: la direzione dell’azienda ospedaliera si è impegnata ad allestire entro la fine dell’anno un’area di degenza con sei posti letto, di cui due pediatrici, di ampliare e razionalizzare le aree del servizio, di perfezionare la dotazione organica anche con modalità flessibili di reclutamento del personale. «È nostra precisa intenzione salvaguardare l’autonomia professionale del professor Burdo – spiega il direttore sanitario del Circolo Fabio Banfi – il nostro impegno è massimo anche perchè le prestazioni legate a questo servizio sono solo parzialmente di nostra competenza: oltre al momento operatorio, infatti, c’è tutto il discorso di riabilitazione e di integrazione sociosanitaria che non ci dovrebbe competere ma che noi, vista la carenza di strutture adeguate sul territorio, ci facciamo carico proprio per l’importanza dell’attività. Per quanto riguarda la nomina del professor Castelnuovo – spiega infine Banfi – non c’è nulla di arcano. Il professor Burdo è uno specialista di un’area che noi definiamo di "nicchia", mentre per quel posto erano richieste formazione e casistica più complesse."
La questione può dirsi, dunque, conclusa? «Speriamo di veder realizzato ciò che è stato promesso – conclude Tiziano Basso – Il nostro timore è che si replichi la triste esperienza di Milano, dove un prestigioso servizio di audiovestibologia è stato smantellato. Noi avremmo voluto che il reparto di Burdo divenisse un punto di eccellenza. Oggi c’è poca attenzione e conoscenza di questi problemi: ma la sordità è cambiata. Il professor Burdo ci ha indicato un percorso di vita assolutamente rivoluzionario. Ci sentiamo sempre assistiti e la vita delle persone audiolese è finalmente normale. Lo scemo del villaggio non esiste più."
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