Bagni guasti e la pipì si fa solo in treno

Varese - Benvenuti nella inospitale stazione della Città Giardino: sale d'attesa chiuse e adesso anche i gabinetti non funzionano più

Sala d’attesa chiusa, bagni guasti. Se si voleva rendere inospitale la stazione delle ferrovie dello Stato di Varese l’obiettivo è stato centrato. 
Con quali risultati? Gli extracomunitari e tutti i diseredati con fissa dimora in via Trenitalia devono cercarsi un posto per andare a fare pipì dopo essersi scaldati con birra e vino; I passeggeri, i famosi pendolari "da intervista", invece si sono rassegnati: arrivano all’ultimo momento e sperano che i treni non siano in ritardo perché dovrebbero aspettarli sotto le pensiline al freddo e al gelo, e la pipì la fanno sui treni. 
Insomma, niente di nuovo: la stazione dello Stato di Varese è così da anni, il problema si è solo aggravato perché da circa un mese i bagni sono guasti e l’azienda che dovrebbe aggiustarli ancora non si è vista. Varese dipende da Gallarate, ci spiegano: la richiesta d’intervento è già partita ma per ora i gabinetti restano sigillati. 
E il problema è finito in consiglio comunale: ieri, lunedì 25 febbraio, la questione è stata sollevata in consiglio comunale da Carlo Scardeoni di Rifondazione Comunista. Due minuti d’intervento prima del lunghissimo dibattito sulla razionalizzazione della rete scolastica. 

Commenti a denti stretti questa mattina tra gli addetti ai lavori in divisa blu («ma niente nomi per favore»): la stazione non è mai stato un problema per il Comune di Varese, non si è mai neppure preoccupato di renderla esteticamente più gradevole. E non ci vuole un architetto per capire che è così. 
"Appena" trent’anni fa qualcuno aveva fatto notare che forse era il caso di asfaltare un marciapiede su cui la gente sosta in attesa del treno: il marciapiede è ancora come trent’anni fa, anzi peggio. 
Le sale d’attesa sono chiuse per ragioni di ordine pubblico? Gli extracomunitari trovano riparo nel bar tabacchi della stazione dove il proprietario, bontà sua, chiude un occhio e a volte tutte e due. 
Ma la situazione dal punto di vista della sicurezza pare sia migliorata: da quando non c’è più "il principe", il boss al comando di un gruppo di marocchini, ognuno si muove per conto proprio; questo significa che la stazione continua ad essere il luogo privilegiato delle persone più disperate e sole che Varese ospiti, anche quelle di passaggio, ma la delinquenza non sfugge ai controlli.  
Da quando poi le guardie giurate pattugliano la stazione, di notte e il sabato e la domenica tutto il giorno, anche i treni, i Taf i convogli nuovi fiammanti di Trenitalia,  non sono più i motel dei senzatetto. 
Dopo le 23, poi, quando l’ultimo treno lascia la stazione, i cancelli si chiudono e nessuno può più entrare, almeno dalla porta principale. 
Ma questo non basta certo a rendere meno sgradevole il passaggio alla stazione di Varese. «Si parla tanto di città turistica – ha detto ieri sera il consigliere Scardeoni – e poi non abbiamo neppure i bagni per chi aspetta il treno».  
Parole sante. Chi può, le ascolti.

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Pubblicato il 26 Febbraio 2002
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