Cari amici della Margherita… caro Fassa…

Lettera aperta del segretario provinciale dei Comunisti Italiani

L’altro ieri, sul lavoro, sono stato avvicinato da alcuni colleghi, che, più o meno testualmente, mi hanno detto: "Ieri sulla Prealpina abbiamo finalmente letto una bella notizia: il Polo e la Lega stanno litigando a Varese e in Provincia. Poi però, andando avanti nell’articolo, abbiamo saputo che anche l’Ulivo è diviso. Ma cosa state facendo?"

Sono convinto che sia uno stato d’animo diffuso, non solo nel tradizionale elettorato di centrosinistra, ma anche in tutti coloro che, in maniera più o meno rilevante, si sentono delusi dalle amministrazioni comunali e provinciali capeggiate dalla Lega e aspettano un’alternativa convincente.

Ora tutto sembra incartato attorno alla bontà o meno della candidatura Fassa a Varese e ai veti della Margherita.

Non voglio entrare nel merito delle ragioni e dei torti, del chi ha cominciato prima o ha risposto dopo, anche perché non verrebbe capito dagli elettori, che coglierebbero solo l’arida sostanza del problema: per ragioni di concorrenza e leadership interna, l’Ulivo ancora una volta rischia di non saper cogliere un’occasione.

Come Comunisti Italiani siamo consapevoli di essere un partito piccolo e non rivendichiamo certo una funzione egemonica.

Non siamo neanche a favore di un partito unico dell’Ulivo che annulli le differenza strategiche delle sue varie componenti, ma crediamo che in questa fase storica, a livello nazionale e ai vari livelli locali, con una destra che sta sempre più mettendo in discussione i punti più qualificanti della nostra costituzione e sta tentando di vanificare le conquiste democratiche e sociali di un cinquantennio di storia repubblicana, sia indispensabile l’alleanza tra le componenti della sinistra e del centro democratico e cattolico, attorno ai valori e ai contenuti programmatici che hanno in comune.

Abbiamo riscontrato in Fassa questa consapevolezza e ne abbiamo apprezzato il percorso di costruzione programmatica, capace di andare anche oltre i limiti di consenso partitici dell’Ulivo.

Capiamo anche il legittimo desiderio della Margherita di riverificare elettoralmente la propria presenza nella società.

Ma proprio per questo dobbiamo tutti fare lo sforzo di superare le rigidità che ancora persistono: Fassa ha riconosciuto la legittimità della Margherita di sostenere la sua candidatura con una propria lista e ne chiede l’attiva partecipazione nella costruzione del suo progetto amministrativo.

Spetta ora alla Margherita rinunciare ad affrettate e difficilmente ricomponibili iniziative unilaterali, come quella di lanciare una propria candidatura a Varese, che, al di là delle intenzioni, sarebbe interpretata dagli elettori con il carattere della contrapposizione, e rendersi disponibile alla ricucitura di un rapporto, a cui, con le proprie risorse e le propria sensibilità può apportare contributi progettuali fondamentali.

 

Ennio Melandri

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Pubblicato il 14 Febbraio 2002
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