«Chi tassava i cittadini e chi si dava da fare»

Ironico attacco alla politica dell'amministrazione dalla coalizione di centrosinistra

Riceviamo e pubblichiamo

APPUNTI DI STORIA LONGOBARDA

L’amministrazione leghista di Cassano, come di consueto, non perde occasione per auto-celebrarsi e, nel contempo, dire bugie. Una di quelle a loro più care riguarda la realizzazione della rete fognaria della nostra città. Leggendo le interviste al borgomastro (vedi La Prealpina del 20/1) e le ineffabili dichiarazioni di un suo ambasciatore (vedi VareseNews del 21/1 e La Prealpina del 25/1) sembrerebbe che all’arrivo dei novelli Longobardi le condizioni dei nostri concittadini fossero effettivamente quelle dell’evo antico, quando le rustiche abitudini dei nostri avi celtici li portavano a riversare sulla pubblica via i liquami domestici. 

Se ciò corrispondesse al vero non si capisce perché nel Dicembre del 1993 Uslenghi, da poche settimane eletto borgomastro, si affrettava a pubblicare il suo primo editto che imponeva a ben 7774 cittadini (1/4 della popolazione del borgo!) un’ odiosa gabella per lo smaltimento delle acque fognarie. Si trattava degli abitanti di ben 103 tra vie e piazze di cui ricorderemo solo le più lunghe: via Bonicalza , via Gasparoli, via Confalonieri, via Pascoli. 

Questo atto rimane famoso perché inaugurò quella tradizione, tutta cassanese e da loro tanto odiata, di costituire comitati di cittadini in rivolta contro il borgomastro. Come poteva tutto ciò accadere? Ebbene, negli annali del nostro antico borgo si può verificare che, precedentemente alla discesa dei Longobardi e precisamente con delibera n° 573 del 1991, l’amministrazione di centrosinistra (PCI-DC, secondo l’usanza del tempo) affidava l’incarico per la costruzione del collettore fognario da via del Lavoro a via Bonicalza. 

Di lì a poco, con delibera n° 299 del 1992, la stessa giunta ne approvava il progetto esecutivo per lire 1.985.000.000. Ciò era possibile perché si era già provveduto a costruire un ancor più capace collettore lungo l’intera via Bonicalza, fino al confine con Busto Arsizio, con destinazione il depuratore di S. Antonino. 

Si deve infatti sapere che "i Romani", precursori dei novelli Longobardi, avevano la sana abitudine di costruire le pubbliche fognature a partire dalla coda, nella lontana e poco visibile periferia del borgo, al recapito di un impianto di depurazione ecologicamente compatibile, e non già dalla testa, laddove i cittadini possono ben vedere le opere realizzate, ma debbono tosto pagarne la tassa di utilizzo. 

Contestiamo pertanto all’ambasciatore dei Longobardi locali, sig. Diani, l’affermazione che i loro oppositori abbiano costruito "solo opere di abbellimento (…) le classiche righe per terra (…) giochetti da circo, da prestigiatori, da cercatori di voti" e riconosciamo invece al borgomastro e al suo vice il merito di aver dato abbondante lavoro agli artigiani costruttori di carri, impegnati a riassestarne le ruote finite nelle eterne voragini delle opere fognarie nel centro del borgo. Lasciamo infine ai buontemponi le cameratesche dissertazioni, che tanto piacciono al gran capo dei Longobardi, su chi può vantare… il collettore più lungo e di maggior calibro.

Il Coordinamento del Centrosinistra di Cassano Magnago (L’Ulivo, il Germoglio, Rifondazione Comunista) 
per Luca Radice candidato Sindaco

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Pubblicato il 05 Febbraio 2002
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