Covest e Unicomal: «Difendiamoci dal partito di Malpensa»
I comitati tornano alla carica
Riceviamo e pubblichiamo
Dopo più di tre anni sotto le rotte di Malpensa 2000, pensavamo di avere già visto tutto: ebbene ci sbagliavamo. Il partito di Malpensa, capeggiato da Formigoni, Albertini, contro ogni logica ed evidenza, ritorna alla carica, tentando di rilanciare la "ciofega" dell’hub che è già stato bocciato.
Fa inorridire il fatto che chiedano ancora una strategia protezionistica che è contraria alle li-nee economiche liberiste della loro parte politica e non sarebbe più né attuale né credibile nemmeno propugnata da una parte politica diversa ed ha comunque già denunciato la propria inadeguatezza alla soluzione dei problemi di Malpensa.
Attirare poi di nuovo Alitalia in una tale trappola, dopo che se ne era appena tolta, evidenzia misteriose possibilità ricattatorie nei confronti della Compagnia di Bandiera oltre che uno spregio spudorato degli interessi della collettività e della stessa Alitalia.
Alitalia segnalava un bilancio in rosso per 503 miliardi di lire al 30 giugno 2001 (ante 11 settembre) dovuto, oltre che ad una politica commerciale non competitiva, alla palla al piede costi-tuita dai due hub che le impedivano di fornire un servizio razionale se non con costi d’esercizio in-sostenibili. Il risultato era un servizio non concorrenziale associato ad altissimi costi di gestione.
L’ultima trovata della "ridotta accessibilità aerea di Milano" ci fa un po’ trasalire: cosa si-gnifica il paragone tra il numero di passeggeri di Londra, Francoforte… e Milano? Secondo noi si-gnifica che, negli aeroporti con traffico maggiore, le caratteristiche commerciali della locale Com-pagnia di Bandiera, le caratteristiche tecnico/operative dello scalo e le caratteristiche storico-culturali della nazione, sono tali da produrre i risultati che si possono vedere. Il "povero hub" di Malpensa è già stato bocciato: dalla Università Aeronautica di Cranfield (che l’ha esaminato per conto dell’U.E.), dalla propria limitatezza operativa (si fa male da solo, vedi mancate collisioni, nebbie, ecc.) e dal mercato, ovvero dai milanesi che, è arcinoto, preferiscono partire da Linate. Ricordiamo ai Signori del partito di Malpensa che l’aeroporto Heathrow di Londra (hub della British Airways), con due piste parallele ma con il terminal in mezzo alle piste (non di lato come a Malpensa), gestisce in sicurezza, senza il bisogno di una "terza pista", quel traffico che Malpensa non potrà mai avere. E comunque ci è chiaro che questa messa in scena, in evidente malafede, fa da sponda alla necessità di rilanciare Malpensa e, quindi, la S.E.A. il cui collocamento in borsa, rinviato sine die, doveva fruttare 3.000 miliardi di lire al Comune di Milano. Ricordiamo a Formigoni, che è il Presidente di tutti i lombardi, anche di quei 250.000 che subiscono l’impatto di Malpensa, che l’abbiamo sentito asserire in Consiglio Regionale che "i pro-blemi ambientali di Malpensa sono stati risolti" mentre anche lui, come noi, sa che non è vero, e questo non lo dimentichiamo. E l’unico modo per far funzionare bene Malpensa e rispettare il Territorio è il rispetto del piano regolatore tuttora valido: 12 milioni di passeggeri. Gli ricordiamo inoltre che non ci stiamo a vendere il nostro Territorio, la nostra salute e an-che, malgrado quel che dice la sua propaganda, la nostra economia, in cambio degli utili che vanno al Comune di Milano, moderno modello di feudatario e colonialista.
25 Febbraio 2002
COVEST – Comitati Ovest Ticino LegAmbiente – Circolo di Gallarate UNI.CO.MAL. Lombardia – Unione dei Comitati Lombardi del Comprensorio di Malpensa
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